“Ero sotto il mio ombrellone quando una signora ha iniziato a correre sulla passerella della spiaggia urlando che una donna aveva partorito in bagno e che il bambino non respirava. Mi sembrava strano, ma sono andata a vedere”. Inizia così il racconto di Barbara Di Pardo, l’infermiera che ieri ha permesso ad una turista 45enne di partorire sulla spiaggia in Romagna, al bagno 5 di Cattolica. La donna vive a San Giovanni in Marignano e lavora come operatrice sanitaria all'Inail di Pesaro e, per una fausta coincidenza, va al mare proprio al 5 di Cattolica.

Barbara parla di “una scena da film dell'orrore” quando è arrivata davanti alla turista austriaca. Nel senso che era coperta di sangue e il figlio sembrava inerte. “Ho notato subito che lei era riuscita a strappare il cordone ombelicale e ad avvolgere il piccolo in un asciugamano, una lucidità davvero eccezionale. E mi sono data da fare. Il bebé non era cianotico, buon segno. L'ho voltato, massaggiato e ho visto che respirava. Un bel bambino: a occhio, sui tre chili, non è stato evidentemente un parto prematuro" ricorda.

"Non c'era nessun segno di traumi. La signora era riuscita a non farlo cadere. Quando ha emesso il primo vagito è stato un momento di grande emozione. Però mi preoccupavano le condizioni della mamma: aveva perduto molto sangue ed era collassata sul pavimento. Non riusciva nemmeno a parlare, aveva il polso debolissimo, chiaramente sotto choc. Ho fatto quel che ho potuto per fermare l'emorragia” spiega ancora Barbara al Secolo XIX. E fortunatamente tutto è andato per il meglio. Madre e neonato sono stati trasportati in ospedale da un'ambulanza del 118. Stanno entrambi bene; il bimbo è in terapia intensiva neonatale.