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19 Novembre 2022
11:16

Catania, violentarono 19enne americana, condannati a 4 anni di reclusione: pene ridotte per il branco

Sono stati condannati a 4 anni di reclusione Roberto Mirabella, Salvatore Castrogiovanni e Agatino Valentino Spampinato, i tre giovani accusati di violenza sessuale ai danni di una 19enne nel 2019. La pena è stata ridotta di 3 anni rispetto a quanto già deciso in primo grado.
A cura di Gabriella Mazzeo
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La Corte d'appello di Catania ha condannato Roberto Mirabella, Salvatore Castrogiovanni e Agatino Valentino Spampinato, accusati di violenza sessuale di gruppo ai danni di una studentessa 19enne statunitense nel marzo del 2019. I tre sono stati condannati rispettivamente a 4 anni e due mesi di reclusione e 4 anni e 4 mesi.

La sentenza ha ridotto di tre anni ciascuno le pene ricevute dai tre il 6 maggio 2021, alla fine del processo di primo grado: per il branco erano stati infatti decretati 7 anni di reclusione dopo un procedimento con rito abbreviato. Adesso, secondo i giudici di secondo grado, sussistono le attenuanti generiche chieste per i tre imputati che hanno rinunciato ai motivi di appello. La Corte ha inoltre sostituito la pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici con quella temporanea per cinque anni.

Per quanto riguarda le spese processuali, i tre dovranno pagare per conto delle parti civili: provvederanno quindi alla vittima, al Comune di Catania e alle associazioni antiviolenza Galatea e Penelope.

La violenza sessuale

La sera del 15 marzo, la giovane americana è stata avvicinata dal gruppetto nella zona della movida di Catania. I tre l'hanno invitata a bere in un bar e poi in altri locali. A fine serata, la ragazza è stata aggredita all'interno dell'auto di uno degli imputati. Secondo quanto da lei raccontato agli agenti nel corso della denuncia, il gruppo le aveva offerto della marijuana che lei ha rifiutato. Dal no, poi, sono arrivati all'aggressione fisica.

La 19enne ha anche spiegato di aver chiesto ai tre di fermarsi parlando italiano. "Erano in grado di capirmi – ha detto alle forze dell'ordine – ma mi hanno lasciato andare solo dopo un'ora". Il giorno dopo la violenza, la ragazza ha accettato di rivedere uno dei tre per farsi consegnare un video della violenza. "Volevo distruggerlo prima che finisse in rete" ha spiegato ancora durante la denuncia.

Il filmato, invece, è diventato una delle prove utili al processo. Secondo quanto reso noto, il video dimostra che la ragazza ha provato a chiedere aiuto più volte anche con l'utilizzo del cellulare. "Ho provato ad allertare un amico quando sono stata spinta in auto con la forza – ha detto ancora la 19enne – ma lui all'inizio mi ha detto che non capiva, poi che non aveva l'auto per venirmi a prendere. Mi ha sentito piangere disperata e ha continuato a dire di non potermi aiutare. Una cosa assurda".

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