I “testimoni” di Garlasco non sono né calunniatori né attendibili: perché nessuno di loro rientra nelle indagini

I "super testimoni" sul delitto di Garlasco sembrano non finire mai. Una lista lunghissima a cui si aggiungono nomi anche a distanza di 19 anni dall'omicidio di Chiara Poggi. Eppure basta leggere nell'informativa dei carabinieri del Nucleo operativo di Milano, o gli altri documenti del fascicolo della Procura di Pavia che per oltre un anno ha indagato Andrea Sempio, per capire che di questi "super testimoni" alla fine non c'è traccia. Sono solo quindi una costruzione della tv? Sono mai stati sentiti?
Fonti investigative di Fanpage.it hanno spiegato che li hanno incontrati ma le loro parole non hanno avuto rilevanza dal punto di vista delle indagini. Questo non perché è stato escluso a priori che non siano attendibili ma perché i loro racconti non possono trovare riscontro a distanza di tanti anni. E qui c'è il primo punto: chi può ricordare nel minimo dettaglio quello che è successo il 13 agosto del 2007 a distanza di 19 anni? Nessuno, neanche un "super testimone". Il secondo punto: queste persone sono state comunque sentite dagli investigatori che per più di una volta hanno provato a cercare elementi concreti sulla base di queste testimonianze.
Non a caso la mattina del 14 maggio del 2025 viene diffusa la notizia che i carabinieri, insieme ai vigili del fuoco, erano impegnati a ispezionare il canale di Tromello, paese a pochi chilometri da Garlasco. Questo perché un testimone, sentito qualche giorno prima dagli investigatori, avrebbe riferito che nei giorni dopo il delitto una vicina di casa della nonna di Chiara Poggi gli aveva confessato che il 13 agosto 2007 aveva visto una delle cugine della vittima, ovvero una delle due sorelle Cappa, gettare qualcosa nel torrente di Tromello che costeggia l'abitazione. Aveva sentito rumori in quella casa e le era apparso strano dal momento che era disabitata da tempo perché l'anziana proprietaria era in una casa di cura. Così i carabinieri, seppur 18 anni dopo, si sono messi a cercare in quel torrente ma alla fine non hanno trovato nulla utile alle indagini. Tanto meno un martello, che è l'oggetto ipotizzato essere l'arma del delitto. I rumori nella casa della nonna? Li ha poi spiegati Marco Poggi nella sua intervista esclusiva a Quarto Grado in cui ha detto che lui e i suoi genitori la sera del delitto si erano trasferiti in quella casa perché la loro villetta di via Pascoli era finita – giustamente – sotto sequestro.
Questo significa che trovare riscontri da quanto sostenuto dai "super testimoni" è quasi impossibile. A distanza di 19 anni è ancora più difficile (se si considera per esempio che la vicina di casa della nonna di Chiara Poggi nel frattempo è morta). Ecco quindi che i sit di questi "super testimoni" non sono nel fascicolo della Procura di Pavia: sia chiaro, non sono né calunniatori né però attendibili. Semplicemente le loro parole non hanno avuto riscontro negli accertamenti. Ecco quindi che diventano solo un bel servizio tv. Le loro parole servono solo ad alimentare il caos mediatico, come un presunto testimone che nella trasmissione Filo Rosso su RaiTre ha affermato con "certezza al 100 per cento" di aver visto "una donna con i capelli biondi" nei pressi della villetta di proprietà della famiglia Poggi il 13 agosto 2007″. Parole che resteranno solo parole: nessuna prova potrà confermarle.