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Violentano donna senzatetto malata in stazione a Rovigo: la 50enne poi muore. Stupratore condannato a otto anni

Condannato a 8 anni di reclusione il 20enne egiziano che, insieme a un 40enne connazionale, aveva violentato una cinquantenne senzatetto con gravi problemi di salute nella notte tra il 13 e il 14 luglio alla stazione di Rovigo. La donna è poi morta a febbraio. Il secondo imputato sarà giudicato l’8 settembre.
La stazione ferroviaria di Rovigo
La stazione ferroviaria di Rovigo

Otto anni di reclusione. È la prima condanna arrivata per la violenza sessuale di gruppo commessa lo scorso luglio nella zona della stazione ferroviaria di Rovigo ai danni di una donna di cinquant’anni, senzatetto e in gravi condizioni di salute, poi deceduta lo scorso febbraio.

Il Tribuna, in composizione collegiale, ha inflitto la pena ieri al ventenne egiziano M.A.S.A.M., nato nel 2006, processato con rito immediato. La procura aveva chiesto 9 anni riconoscendo le aggravanti contestate: il fatto di aver approfittato di circostanze tali da ostacolare la difesa della vittima e di aver agito all’interno di un edificio abbandonato dell’area ferroviaria, in piazza della Riconoscenza, nel comune veneto.

La difesa aveva chiesto l'assoluzione per insufficienza di prove o, in subordine, la pena minima con il prevalere delle attenuati generiche. Alla fine il collegio ha ritenuto compensate aggravanti e attenuanti, irrogando otto anni di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali e di custodia cautelare.

La donna,di nazionalità italiana, si era rifugiata alla stazione nella notte tra il 13 e il 14 luglio. Secondo la ricostruzione, basata in gran parte sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza, i due uomini l’hanno prima aggredita brutalmente, colpendola alla testa, e poi trascinata in un fabbricato diroccato poco distante, dove l’hanno stuprata a turno.

L'altro accusato, un quarantenne marocchino, M.A., tuttora in carcere, sarà invece giudicato con rito abbreviato: l’udienza davanti al Gip è fissata per l’8 settembre.

Entrambi gli imputati devono rispondere di lesioni personali aggravate e violenza sessuale aggravata. Il più giovane era stato rintracciato alcuni giorni dopo i fatti in Friuli, a San Giovanni al Natisone, dove si era rifugiato. Il quarantenne era stato individuato già il giorno seguente, anche grazie al riconoscimento degli abiti indossati quella notte.

La vittima, che soffriva di problemi psichici e di patologie molto gravi, aveva in seguito rifiutato l’aiuto dei servizi sociali ma era stata accolta da alcuni parenti a Porto Viro. Le sue condizioni erano però peggiorate fino al decesso a febbraio.

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