Condanna definitiva per gli assassini di Isabella Noventa. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 30 anni, per omicidio premeditato e distruzione di cadavere, emessa in appello, per Freddy Sorgato e la sorella Deborah. Confermata anche la condanna a sedici anni a Manuela Cacco, loro complice.

Le radici di questo omicidio affondano nella storia d'amore nata tra Freddy Sorgato, 45 anni all'epoca dei fatti e Isabella Noventa, 55 anni, segretaria di uno studio medico. Dipendente di una compagnia che vende petrolio, la ‘Quaser Q8 Srl', Sorgato amava i balli latino-americani e il lusso. Soltanto alcuni anni più tardi si scoprirà che pagava i sontuosi arredi della villetta di via Sabbioni a Noventa Padovana con la ‘cresta' della vendita di carburante ai danni della compagnia. Single, Freddy ha però in sospeso una storia onn-off, con l'amica Manuela Cacco, tabaccaia in un locale di proprietà di Freddy e amica della sorella di lui, Deborah Sorgato. Proprio la Sorgato, che le cronache battezzeranno la vedova nera del caso Noventa, giocherà un ruolo centrale nel delitto. All'epoca dei fatti è la compagna di Giuseppe Verde, maresciallo dei carabinieri.

Due volte, vedova, Deborah ha visto morire il primo marito, Giuseppe Berto, nel 2001, suicida, dopo averle lasciato la casa coniugale a un anno dalla separazione. Gianluca Ciurlanti, invece, il secondo compagno muore tragicamente in sella alla sua moto in un incidente stradale, mentre Deborah, incinta di tre mesi, incassa l'assicurazione.

Prima che tutto diventi odio e rancore, prima che il trio si coalizzi contro Isabella per ‘liberare' Freddy, c'era stato l'amore. Freddy e Isabella si erano conosciuti quattro anni prima del delitto e si erano innamorati, ma sin da subito quel legame aveva assunto contorni morbosi. Lui la faceva seguire, era geloso, ossessionato. Lei, invece, viveva quel rapporto con intensità e subiva la gelosia di Freddy, almeno finché non accadde qualcosa di preoccupante. Isabella, che all'epoca viveva da sola con l'adorata mamma Ofelia, comincio a ricevere biglietti e lettere offensivi e minatori. "Sei una cornuta, lui ti tradisce" scriveva l'anonimo molestatore. Isabella si era convinta che ad averla presa di mira fosse una persona legata a Freddy, lui invece, sosteneva che si trattasse di conoscenze di Isabella e per questo si erano allontanati. Quel rapporto, tutt'altro che sano, era andato avanti tra litigi e riconciliazioni finché entrambi avevano concordato sul continuare a vedersi, ma senza impegno. Sullo sfondo di questo amore tossico anche rivendicazioni economiche di presunti prestiti che Freddy avrebbe fatto a Isabella.

Si arriva così alla sera del 15 gennaio 2016. La coppia esce di nuovo per una pizza che si conclude in casa Sorgato a Noventa Padovana, nella villetta di via Sabbioni. È lì che Isabella entra con le sue gambe, pensando forse a un epilogo romantico della serata. Nel buio della casa, invece, ad attenderla c'è Deborah Sorgato, deus ex machina del delitto, che dopo averla affrontata la aggredisce con un martello. Prima la colpisce frontalmente, poi le chiude la testa in un sacchetto di plastica per contenere gli schizzi di sangue. Quando Manuela Cacco, complice del delitto, arriva nella villetta, il film dell'orrore è già finito, il corpo addirittura già smaltito chissà dove. Si infila il piumino di colore bianco di Isabella e si dirige, con Freddy – come proverà il GPS dell'auto del ballerino – nel centro di Padova, dove sfila sotto le telecamere di sorveglianza una mezzora dopo mezzanotte. L'indomani Paolo Noventa, va a denunciare, da solo, la scomparsa di Isabella. È allora che hanno inizio le indagini per la scomparsa e per l'omicidio e la distruzione di cadavere di Isabella Noventa. Dureranno alcuni mesi e vedranno la tragica morte del sub Rosario Sanarico, nel corso delle ricerche del corpo. Nel frattempo, Ofelia Rampazzo, la madre 87enne della povera Isabella che si è spenta senza che il suo ultimo desiderio fosse esaudito: posare un fiore sulla tomba di sua figlia.