"Questi sono stati i 9 mesi più lunghi e più duri della mia vita. Oggi posso finalmente dire di essere in remissione", così Carlotta Gabbin, pallavolista veneta di 19 anni ha annunciato di aver vinto la sua partita più difficile, quella contro il cancro che nove mesi fa l’aveva spinta ad abbandonare in campo di volley per sottoporsi alle cure necessarie. Una battaglia affrontata con tanto coraggio e tanta forza nonostante la paura dopo la diagnosi di linfoma di Hodgkin che nove mesi fa le cadde addosso all’improvviso. Una battaglia affrontata con la stessa grinta cdi quando scende sul campo da gioco e che la stessa giovane atleta aveva voluto raccontare sui social senza paura.

Sette mesi fa con un post su Instagram aveva annunciato di dover sospendere l'attività agonistica nella locale squadra di pallavolo, la Volley Silea di cui è anche la capitana. Il 20 gennaio scorso infine l’annuncio che il cancro è in remissione. Mesi difficili che però non hanno stroncato la sua voglia di giocare e scendere in campo.  "Non ha mai smesso di andare in palestra a vedere gli allenamenti e le partite” ha raccontato al quotidiano la Tribuna di Treviso il padre di Carlotta, Paolo Gabbin, rivelando: “Ha anche seguito un corso di smart coach per continuare a frequentare la palestra da allenatrice dell'under 12 del Silea, le è servito per tenere la mente occupata su altro".

Nei giorni scorsi Carlotta è tornata finalmente anche in campo tra l’abbraccio delle sue colleghe, dello staff della squadra e di tutto il pubblico. Finisce così “un periodo difficilissimo per qualsiasi persona, mi immagino in un’età così bella, dove l’unico ‘pensiero’ dovrebbe essere quello di riuscire a terminare la settimana con i giga sul telefonino” ha commentato il presidente del gruppo sortivo , aggiungendo: “Carlotta ce l’ha fatta, e per me, per tutto il Volley Silea, vuol dire vederla tornare su quel parquet, da capitano, e vederla, finalmente ridere e sorridere. Come tutte le ragazze della sua età”. Una storia che, nella Giornata mondiale contro il cancro, anche il governatore del Veneto Luca Zaia ha voluto condividere.

“Ho capito davvero di essere malata quando ho iniziato a perdere i capelli. Poi tutto ti colpisce, ti chiedi perché proprio a me, perché ora. Durante le cure ero concentrata sul fare le cose che dovevo fare, esami, chemio, analisi. Quindi non mi ero soffermata sul mio aspetto” ha spiegato Carlotta, ricordando: “Alla fine, quando era tutto passato, è stato uno dei momenti più difficili perché mi guardavo allo specchio e facevo fatica a riconoscermi. In questi mesi mi sono resa conto che c'è davvero tanto di cui avere paura. Ciò che ho capito però è che adesso non mi ferma più nessuno".