Giacomo Falanga, uno dei carabinieri arrestati dalla procura di Piacenza e parte di quello che la procura ha definito un sistema criminale all'interno della caserma Levante, si è difeso dalle accuse nel corso dell'interrogatorio di garanzia. In merito all'ormai celebre fotografia con i soldi in mano accanto a due spacciatori ha detto che si trattava di "una vincita al gratta e vinci 5 anni fa". Quanto al nigeriano pestato "nessuna violenza, una spacconata di Montella. È caduto durante l'inseguimento". Il militare, ha raccontato al termine dell'interrogatorio davanti al Gip il suo legale Daniele Mancini, "ha risposto a tutte le domande e ha fornito tutte le delucidazioni sugli episodi che lo riguardano. Lui ha un tenore di vita normalissimo e nessun indizio che lo colleghi alla droga. È molto provato".

Secondo l'avvocato, quindi, Falanga sarebbe estraneo a ogni addebito. La fotografia nella quale mostra delle banconote con Montella e i due fratelli Daniele e Simone Giardino (entrambi arrestati), "non ha nulla a che vedere con Gomorra. Viene dai social – dice il legale – è del 2016, era su Facebook con tanto di commenti ed è il frutto di una vincita al gratta e vinci". In merito alla vicenda delle presunte torture subite da un pusher egiziano in cui Falanga dice che i suoi due colleghi Montella e Cappellano devono fare il "poliziotto buono e il poliziotto cattivo", il legale nega le violenze e aggiunge. "Non si può condannare una persona per una battuta, le cose vanno contestualizzate". E come? "Falanga è estraneo ad ogni violenza e alle ipotesi di spaccio – il nigeriano non è stato picchiato in sua presenza, è stata una spacconata di Montella dire che lo avevano massacrato di botte, in realtà è caduto durante l'inseguimento". Il legale non può tuttavia negare la partecipazione di Falanga agli arresti. "Ha partecipato alle operazioni nel momento in cui venivano pianificate ma non sapeva cosa c'era a monte". Insomma, anche il carabiniere Falanga non si sarebbe accorto di nulla.