"Sono entrato attrezzato, uno si è pisciato addosso. L'altro mi ha risposto ma l'ho fracassato. Aveva un Mac, gliel'ho distrutto". A parlare è uno dei carabinieri coinvolti nell'operazione Odysseus, condotta nell'ambito dell'inchiesta della Procura della Repubblica di Piacenza sugli illeciti che si sono verificati all'interno della caserma Levante di via Caccialupo, che è stata sequestrata, prima volta che accade un fatto del genere in Italia. In manette sono finiti sei militari: le accuse a loro carico vanno dall'arresto illegale alle lesioni personali, dal peculato d'ufficio alla falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, dagli arresti completamente falsati alla violenza privata aggravata. Ma ciò che più colpisce sono alcuni episodi di pestaggio e tortura che i carabinieri avrebbero effettuato su cittadini innocenti, così come emerge dalle intercettazioni telefoniche e telematiche.

Schiaffi e pestaggi "in stile Gomorra"

In particolare, il neo procuratore Grazia Pradella ha fatto riferimento nel corso della conferenza stampa al pestaggio di un cittadino arrestato ingiustamente e accusato di spaccio di droga attraverso prove false, costruite ad arte per poter giustificare l’arresto. Addirittura, nell'intercettazione a cui si fa riferimento nel contenuto multimediale, uno dei presenti avrebbe detto al militare: "Basta, basta sennò lo ammazzi", dopo aver sentito chiaramente i lamenti di un uomo che veniva maltrattato. E poi ancora, in una delle intercettazioni: "Non hai capito? …Hai presente Gomorra? Le scene di Gomorra. Guarda che è stato uguale! …ed io ci sguazzo con queste cose! Tu devi vedere che schiaffoni gli ho dato", ha detto riferendosi alla serie tv realizzata sulla base dell'omonimo best seller di Roberto Saviano. "Faccio un po’ fatica a definire questi soggetti dei carabinieri – ha commentato il procuratore Pradella -. Non c’è stato nulla o quasi nulla di lecito, per quello che abbiamo potuto percepire. I fatti sono di estrema gravità ma non intaccano la fiducia che la procura della Repubblica di Piacenza ha nei confronti dell’Arma dei carabinieri. Quello che la procura deve chiedersi e che deve chiedersi anche l’Arma è come sia stato possibile che un appuntato dei carabinieri con un atteggiamento in stile Gomorra abbia acquisito tutto questo potere".

 

Spaccio di "erba e coca" durante il lockdown

Non solo. Dalle indagini è emerso come i militari coinvolti fossero dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti durante il lockdown, nonostante proprio Piacenza fosse una delle città più colpite dall'emergenza Coronavirus. In un'altra intercettazione si sente un carabiniere dire: "Lui siccome è stato nella merda, e a Piacenza comunque conosce tutti gli spacciatori, abbiamo trovato un’altra persona che sta sotto di noi. Questa persona qua va tutti da questi gli spacciatori e gli dice – che questo è … omissis… e gli dice “Guarda, da oggi in poi, se vuoi vendere la roba… vendi questa qua, altrimenti non lavori!” e la roba gliela diamo noi! Poi lui… loro a su… a loro volta avranno i loro spacciatori… quindi è una catena che a noi arriveranno mai!!" E poi ancora, ad uno spacciatore: "Mi faccio un unico perché così se riesco vengo a prendere sia l'erba che la coca, vengo a prendere tutte e due".