C'è anche l'ex comandante provinciale  dei carabinieri di Piacenza, Il colonnello Corrado Scattarretico, tra gli indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla caserma Levante di Piacenza. L'alto ufficiale dell'Arma  è stato convocato oggi in Procura e ascoltato per quasi due ore dal sostituto procuratore Matteo Centini e dal capo della procura Grazia Pradella che indagano sugli atti illeciti avvenuti in caserma. L'accusa a carico di Scattarretico sarebbe quella di favoreggiamento nei confronti dei suoi sei sottoposti che erano in servizio nella Caserma Levante, arrestati nei mesi scorsi e accusati a vari titolo di una sfilza di reati tra i quali spaccio di sostanze stupefacenti, tortura e arresti arbitrari. Il colonnello Scattarretico aveva lasciato il suo incarico a Piacenza ben prima degli arresti, nel settembre 2018, per prestare servizio a Roma come vice capo ufficio del vicecomandante generale dell’Arma.

Nelle scorse settimane erano stati ascoltati in Procura come persone informate sui fatti anche il successore di Scattaretico al comando provinciale  dei carabinieri di Piacenza, il colonnello dell'arma Michele Piras, e il maggiore Rocco Papaleo, la cui segnalazione aveva di fatto scattare l’indagine, condotta alla guardia di finanza e dalla polizia locale. Dopo l'arresto di militari e sottufficiali della Stazione Levante nell'ambito dell'inchiesta Odysseus, infatti, ora gli inquirenti stanno cercando di capire come abbiano fatto i carabinieri indagati ad aver assunto tutto quel potere che di fatto li rendeva intoccabili. La stessa caserma Levate era stata premiata più volte dai superiori ed era ritenuta da tutti un fiore all'occhiello del comando provinciale tanto che ai militari che ne facevano parte erano andati premi ed encomi. Premi per i numerosi arresti effettuati sopratutto nell'ambito della lotta allo spaccio di droga ma che, però, secondo i pm, erano spesso frutto di azioni arbitrarie volte a eliminare la concorrenza dei pusher fedeli ai carabinieri arrestati. La caserma dei carabinieri Levante di Piacenza era stata sequestrata il 22 luglio scorso contemporaneamente all’arresto di 6 carabinieri in forze alla stazione accusati di aver creato un sistema criminale dedito a una serie di reati come il traffico di droga e arresti arbitrari.