L’appuntato dei carabinieri Giuseppe Montella, in carcere nell'ambito dell'inchiesta Odysseus della Procura di Piacenza, che ha portato anche al sequestro della caserma della stazione Levante, deve rispondere di un’altra una denuncia. A presentarla, attraverso l'avvocato Stefano Germini, racconta il Tgr Rai Emilia-Romagna, è un artigiano del piacentino, che si è deciso a muoversi solo dopo la notizia degli arresti, dal momento che prima aveva “paura di ritorsioni” da parte del militare.

"Mi ha spintonato e minacciato"

L'episodio risalirebbe all'estate del 2016, conferma all'ANSA il legale. L'artigiano aveva fatto dei lavori per la compagna di Montella, Maria Luisa Cattaneo, anche lei arrestata nell’ambito della stessa inchiesta. La donna, ha riferito l'imprenditore, aveva accumulato debiti per circa 20mila euro. Un giorno si sarebbe presentata in ufficio con mille euro, chiedendogli di firmare per chiudere la questione. Di fronte al rifiuto dell’uomo, lo avrebbe prima minacciato, quindi chiamato in supporto lo stesso Montella che, secondo il racconto dell'artigiano, lo avrebbe spintonato e buttato contro le transenne, minacciandolo a propria volta.

Tentata estorsione e omissione di atti d'ufficio

La discussione poi è proseguita in un bar vicino, dove ancora una volta il carabiniere gli avrebbe messo le mani addosso. Era in borghese, ma "aveva il tesserino ben in vista", spiega il legale dell’artigiano. La denuncia è, tra l'altro, per tentata estorsione e ipotizza anche l'omissione di atti d'ufficio nei confronti dei carabinieri di Pontenure che, intervenuti, non avrebbero fatto nulla.