Bordighera, si finse medico e visitò 160 pazienti con la terza media: condannata a 3 anni di reclusione

Ha terminato gli studi alla scuola media, ma si è spacciata per medico lavorando nel 2023 all'ospedale Saint Charles di Bordighera. Ora Enrica Massone, 47 anni, è stata condannata in primo grado a tre anni di reclusione e a 15mila euro di multa per falso ideologico, esercizio abusivo della professione medica e truffa.
A pronunciare la sentenza è stata la giudice del tribunale di Imperia Eleonora Billeri. Il pubblico ministero Lorenzo Fornace aveva chiesto una condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione, mentre la difesa, rappresentata dall'avvocato Giovanni Cicerano, aveva chiesto l'assoluzione per totale incapacità di intendere e di volere dell'imputata.
Il tribunale ha inoltre condannato Massone al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei danni in favore dell'Asl 1 Imperiese, dell'Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Milano e della società Cura Medica, con la quantificazione demandata a un separato giudizio civile.
Secondo l'accusa, per ottenere l'incarico la donna aveva dichiarato di essersi laureata in Medicina e Chirurgia all'Università Bicocca di Milano e di essere iscritta all'Ordine dei medici della Lombardia, presentando la documentazione alle cooperative che gestivano alcuni reparti dell'ospedale per conto dell'Asl.
Le indagini aveva tuttavia accertato che era in possesso della sola licenza media e che il diploma di laurea era falso. Massone era riuscita a esercitare abusivamente la professione di medico presso il Reparto dì Medicina del Presidio Ospedaliero di Bordighera (con la società Curamedica) dal 13 al 16 luglio e dal 7 al 13 agosto 2023 e presso il Punto di Primo Intervento del presidio Ospedaliero di Bordighera (con la società Igea Salute) il 12 agosto, dal 20 al 22 settembre, e dal 27 al 28 settembre 2023.
Sarebbe riuscita a visitare e redigere referti per circa 160 pazienti. Con prestazioni remunerate tramite bonifici sul proprio conto corrente postale per un importo totale pari a 10.300 euro. La 47enne avrebbe anche presentato un’ulteriore fattura da 7 mila euro senza però riuscire ad ottenerne il pagamento.
Massone è attualmente detenuta a Torino, dove sta scontando un'altra condanna definitiva a quattro anni e tre mesi di reclusione per essersi appropriata delle pensioni di una coppia di anziani dopo essere stata nominata loro amministratrice di sostegno.