“Bloccati all’aeroporto in Norvegia, aiutati dagli Scout: ci hanno insegnato che ognuno può fare la differenza”
Bloccati all'aeroporto di Bergen in seguito allo sciopero dei controllori di volo che ha gettato nel panico migliaia di turisti, sono riusciti a tornare a casa e a rendere più confortevoli le ore di attesa grazie all'aiuto degli Scout del posto. Rosa ha raccontato a Fanpage.it quanto accaduto a lei e alla sua famiglia durante gli attimi di caos nell'aeroporto di Bergen, in Norvegia.
"Non riuscivamo a trovare un posto in cui dormire o un volo per tornare a casa. Era un momento di disperazione totale, con tre bambini, di cui il più piccolo di soli 4 anni. Tutte le soluzioni erano impossibili o estremamente costose. Noi siamo tutti capi Scout, così uno di noi, Dario, ci ha proposto di cercare il numero di qualche capo locale e chiedere aiuto. Bene, non appena ho chiamato il numero di Endre Helland e gli ho spiegato la nostra situazione, lui, senza conoscerci, ha solo detto: ‘Fatemi organizzare'. Due ore dopo, Endre è arrivato in aeroporto con sacchi a pelo e stuoie per tutti noi e per 100 persone in più".
Nella lettera, Rosa racconta il gesto di solidarietà che ha legato due gruppi Scout che prima dell'esperienza in aeroporto non si erano mai incontrati. "Come privati cittadini, ma anche come gruppo scout, tutti noi desideriamo ringraziarlo ancora una volta", scrive nella missiva inviata a Fanpage.it. Il gesto, spiega, ha toccato profondamente il cuore di quanti erano bloccati all'aeroporto di Bergen in seguito allo sciopero finito il 25 agosto.
"Vorremmo mettere in luce quello che ha fatto, un bel gesto che svela un profondo senso di cittadinanza attiva e fratellanza scout. Una buona azione che a nostro avviso dovrebbe essere condivisa e raccontata il più possibile".
"Questa è la prova – sottolinea ancora Rosa – che ognuno di noi, quando vuole, può fare davvero la differenza per gli altri".