Italiani bloccati in Norvegia a causa dello sciopero dei controllori di volo: “Dormiamo a terra, nessuna assistenza”
Lo sciopero dei controllori di volo norvegesi sta bloccando il rientro degli italiani che per le loro vacanze estive avevano scelto il nord Europa. La denuncia arriva dai social, dove i gruppi di viaggiatori si stanno organizzando per trovare insieme una soluzione.
A lanciare l'appello è stata Francesca Fabbri, 29enne toscana bloccata all'aeroporto internazionale di Bergen, in Norvegia. "Saremmo dovuti partire ieri alle ore 17.10 per un volo con la compagnia di bandiera Wideroe diretta a Firenze. A circa mezz'ora dal boarding siamo stati avvisati che il volo è stato cancellato. Sono iniziate le successive cancellazioni di decine di voli e prontamente la compagnia ha avvisato che non riescono a trovarci una sistemazione".
Francesca da allora è bloccata in aeroporto senza sapere quando potrà tornare a casa, e in tutto questo tempo è senza supporto a terra. Come mostrano le foto che ha condiviso, sta dormendo su materassini di fortuna a terra: "Il personale aeroportuale non ci ha fornito assistenza, solamente una stuoia di poliestere per dormire. Non abbiamo ricevuto acqua, cibo né alcun tipo di chiarimento in merito al nostro bagaglio".
La testimonianza: "Dalla compagnia nessun supporto, parliamo solo con i bot"
"È uno sciopero? Si. Va rispettato? Ovviamente. E non mi permetto di dire il contrario. Ma c'è una differenza fra scioperare e tenere in ostaggio dei turisti europei per giorni", scrive sconfortata Francesca.
"Dopo ore abbiamo ricevuto una notifica in merito a una riprogrammazione del viaggio prevista per martedì 25 agosto alle sei del mattino con scalo a Copenaghen ed Amsterdam. Il personale di bordo ci ha avvisato che gli scioperi di Avinor potrebbero proseguire mettendo a rischio il nostro rientro di martedì 25″.
Avinor è la società statale che gestisce la maggioranza degli aeroporti del paese, e siederà al tavolo delle trattative dove sarà presente anche il sindacato Spekter, uno dei più grandi della Norvegia. A scioperare sono i controllori di volo che lamentano condizioni di lavoro inique e turni della durata di 16 ore, come riportano le testimonianze alla stampa locale.
In questo fuoco incrociato sono finiti i turisti italiani come Francesca che in questi giorni non è riuscita a interloquire con un responsabile della compagnia aerea. Proprio la compagnia sarebbe l'ente deputato a gestire i disagi dei turisti, cosa che secondo Fabbri non sarebbe avvenuta: "In questi casi estremi si manda magari un dirigente per le relazioni col pubblico od operativo (COO) o eventualmente il capo del legal. Queste compagnie così grosse che lasciano tutto agli annunci agli altoparlanti da non si sa chi o alle chat coi BOT sono veramente deludenti".
"Le compagnie hanno dovere di dare assistenza di vitto e alloggio"
"È un mio diritto da cittadina europea rivolgermi poi alle istituzioni dedicate per chiedere conto anche economicamente di quanto accaduto in quanto come da regolamento EUROPEO 261/2004. È previsto il dovere di dare assistenza di vitto ed alloggio".
Un po' come avvenuto con le cancellazioni a raffica dei voli all'aeroporto di Catania per l'eruzione dell'Etna, anche in questo caso sarebbero le compagnie a doversi fare carico dei passeggeri. "Nel nostro caso – sottolinea Francesca – poteva aiutarci per lo meno a cercare delle soluzioni abitative dal giorno dopo l'evento di cancellazione".
"Non sappiamo se avremo questo rimborso e chiedendo anche agli assistenti ci dicono che probabilmente importi alti non verranno rimborsati".