“Mia madre in sedia a rotelle umiliata in aeroporto in Norvegia: ‘Non dovresti viaggiare'”: la storia di Leonardo
"Mia mamma è in sedia a rotelle e in aeroporto, un poliziotto quando ha sentito che cercavamo aiuto ha risposto che secondo lui le persone malate e disabili non dovrebbero viaggiare. Sono rimasto allibito. Non abbiamo avuto aiuto da nessuno lì dentro, tutti ci rispondevano ‘It's not my business‘". A parlare a Fanpage.it è Leonardo, che insieme a sua madre Marina questa notte è finalmente riuscito a tornare a casa. La loro vacanza in Norvegia però si è conclusa nel peggiore dei modi, e non a causa dello sciopero dei controllori di volo, ma del trattamento subito in aeroporto.
Marina, la madre di Leonardo, ha gravi patologie alla colonna vertebrale e difficoltà motorie che le impediscono di camminare, costringendola per molte ore sulla sedia a rotelle. Questo non le impedisce di avere una vita piena e di voler trascorrere una settimana di vacanza insieme al figlio. Un momento di felicità rovinato dal trattamento ricevuto da parte del personale dell'Aeroporto Internazionale di Bergen.
La testimonianza di Leonardo: "É stato umiliante"
"Non ci hanno dato assistenza o informazioni riguardo a come e quando saremmo potuti partire". Il loro volo è stato annullato pochi minuti prima dell'imbarco, e similmente a quanto denunciato sempre a Fanapge.it anche da Cristina, il supporto da parte del personale sarebbe stato totalmente assente.
Anzi, Leonardo lamenta un clima di intolleranza rispetto alla condizione della madre: "C'era proprio un clima di abilismo. Sinceramente gli augurano di non sapere mai cosa sono la disabilità e la malattia. È stato umiliante".
"Il diritto a viaggiare è un diritto universale, così come quello a spostarsi – sottolinea Leonardo – È assurdo arrivare a pensare che una persona disabile non possa più viaggiare. Mia madre ha girato il mondo prima che io nascessi, e prima della malattia, le è sempre piaciuto e continuerà a farlo, e io sarò con lei".
Anche se nessuno nell'aeroporto ha dato loro supporto, dopo la cancellazione del volo sono riusciti a trovare ospitalità da parte di una persona che aveva saputo la loro storia dai media: "Non c'erano posti disponibili a Bergen a causa delle cancellazioni in massa dei voli e dell'alta stagione, ma una donna ha visto il nostro appello alla tv norvegese e si è presentata spontaneamente in aeroporto dicendoci che era dispnibile ad accoglierci in casa sua. Ci ha dato da mangiare e ci ha ospitati, al mattino dopo ci ha riportato in aeroporto, tutto questo gratuitamente".
"Non è una questione economica ma di dignità"
Per Leonardo il problema non è economico, ma ha a che fare con la dignità della persona, in questo caso di sua madre: "Ha provato vergogna per come è stata trattata. Mia mamma è stata abbandonata come se si potesse trattare una persona con disabilità alla stregua di un oggetto, di una non-persona. Non è degno di un posto civile quello che è successo".