“Spesi 900 euro in 3 giorni, non ci dicono quando torneremo”: la denuncia dell’italiana bloccata in Norvegia

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Decine di italiani sono bloccati all'aeroporto di Bergen senza sapere quando torneranno
Lo sciopero dei controllori di volo in Norvegia sta bloccando decine di italiani all’aeroporto di Bergen. A Fanpage.it Debora racconta la sua odissea: “Ci hanno abbandonato a noi stessi e non sappiamo neanche se verremo rimborsati”

Se anche tu vuoi raccontare la tua storia a Fanpage.it e spiegare i problemi del rientro in Italia a causa dello sciopero dei controllori di volo in Norvegia, puoi farlo cliccando qui.

"Sabato 22 agosto, 45 minuti prima del nostro volo, ci hanno avvisato che era stato cancellato. Da lì sono iniziate una serie di cancellazioni a raffica e non abbiamo certezza di quando torneremo". A parlare a Fanpage.it è Debora, 37 anni, una degli italiani bloccati all'aeroporto internazionale di Bergen a causa dello sciopero dei controllori.

Il suo bagaglio era già imbarcato quando il volo è stato annullato. "Siamo andati a riprendere i nostri bagagli dal nastro su suggerimento dell'agenzia viaggi con cui siamo partiti, perché inizialmente non c'è stata nessuna comunicazione da parte del personale dell'aeroporto. Dopo siamo rimasti in attesa senza alcun aiuto o comunicazione. È una situazione allucinante".

"Non ci hanno dato neanche il voucher per magiare"

Da sabato è iniziato l'incubo dei turisti in partenza dall'aeroporto norvegese. "Abbiamo provato a parlare con il personale di terra agli sportelli, con la compagnia aerea, ma non c'è stato verso di sapere nulla. Ci dicevano che era inutile chiedere, perché le uniche comunicazioni sarebbero state fatte per mail o per sms".

Nella pratica, questo significa che tutte le persone con voli cancellati sono state lasciate al loro destino: "Verso le sei e mezza di sabato una voce dall'altoparlante dell'aeroporto ha detto che le compagnie non erano in grado di darci un alloggio, perché era tutto quanto prenotato. E non erano neanche in grado di fornirci voucher per cibo. Insomma, dovevamo fare tutto quanto da noi".

Dato che gli alloggi non erano disponibili, molti hanno dormito in aeroporto, dove hanno ricevuto una stuoia in poliestere, altri invece si sono spostati nelle città vicine. "La prima sera ho trovato un alloggio di fortuna in una città vicina, ora ho prenotato un bnb per questa notte, ma se il volo non dovesse partire domani [martedì 25 agosto n.d.r.] e dovesse essere posticipato dovrò dormire anche io in aeroporto, perché i costi sono insostenibili".

"Contando i taxi per andare e tornare dall'aeroporto e i costi degli alloggi prenotati all'ultimo minuto, da sabato abbiamo speso 900 euro. La situazione è allucinante".

"Nessuna garanzia di rimborso"

Questa situazione sta anche creando problemi a chi, come Debora e il suo fidanzato, doveva rientrare a lavoro. "Stiamo mandando mail, per fortuna la situazione è abbastanza nota, ma comunque stiamo perdendo giorni di lavoro, quindi stiamo perdendo soldi, è un danno".

E le speranze di ottenere un rimborso non sono molte: "Non essendo della compagnia aerea, ma dei controllori di volo, temiamo di non vederci rimborsato nulla. Al massimo potremmo ottenere il prezzo del biglietto, ma tutto il resto no perché è indipendente dalla volontà della compagnia".

"Non abbiamo neanche date certe per il volo. Domani rischiamo di tornare in aeroporto, quindi ripagare il taxi, e vederci di nuovo annullato tutto. È una situazione gestita, non male, peggio".

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