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Bimbo di 13 mesi morto nel sonno all’asilo a Parma, l’autopsia: broncopolmonite bilaterale di origine virale

L’autopsia sul piccolo morto durante il sonnellino pomeridiano all’asilo ha stabilito che il bambino è stato vittima di un’insufficienza respiratoria acuta dovuta a una broncopolmonite bilaterale di probabile origine virale. Si va verso l‘archiviazione per le maestre indagate.
A cura di Antonio Palma
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Non aveva ingerito nulla di pericoloso ma è stato vittima di una broncopolmonite bilaterale il piccolo di 13 mesi morto improvvisamente nel sonno in un asilo nido di Parma nel dicembre scorso. È quanto stabilito dall’autopsia disposta dalla Procura che indaga sui fatti e che ha iscritto le tre maestre nel registro degli indagati. La relazione finale dell’esame post mortem, condotto da Valentina Bugelli, docente di Medicina Legale all'Ateneo di Parma, e dall'anatomopatologo Gaetano Bulfamante, professore all'Università di Milano, è stata depositata nei giorni scorsi e rappresenta un punto di svolta nell’inchiesta.

Nella relazione, riportata dalla Gazzetta di Parma, i periti medico legali incaricati dalla Procura scrivono che il piccolo è morto a causa di "un'insufficienza respiratoria acuta dovuta a una broncopolmonite bilaterale di probabile origine virale con coinvolgimento delle leptomeningi cerebrali". Smentita dunque una delle ipotesi inziali secondo la quale il bambino avrebbe potuto ingerire cibo o oggetti raccolti quel giorno al nido e che avrebbero potuto poi provocare una polmonite ab ingestis.

Il rapporto sarà ora analizzato dalla Procura di Parma per le successive valutazioni così come dai periti di parte della famiglia e delle indagate ma molto probabilmente si va verso l‘archiviazione delle uniche indagate, le tre maestre presenti al nido comunale quel terribile 3 dicembre del 2025. Nei loro confronti del resto non erano stati emessi provvedimenti restrittivi di alcun tipo né la struttura le aveva sospese visto che non vi erano stati volontari.

L’unico elemento che i pm volevano valutare era una eventuale omissioni sul piano della vigilanza che però alla luce dell’autopsia pare smentito. Il piccolo infatti era stato messo nel lettino per il riposino pomeridiano come sempre ma al risveglio non si muoveva più. Inutili si rivelarono i soccorsi del 118 che provarono a rianimare a lungo il piccolo trasportandolo d’urgenza anche in spedale dove i medici avevano dovuto dichiararne il decesso poco dopo l’arrivo. Resta da chiarire perché nessuno si sia accorto in precedenza delle condizioni di salute così gravi del bimbo e se qualche medico lo avesse visitato nei giorni precedenti alla tragedia.

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