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Barletta, laureati diventano netturbini: il primo in graduatoria è un ingegnere civile

Giuseppe Moreno Di Trani, 35 anni, laureato con lode in Ingegneria civile al Politecnico di Bari nel dicembre 2012, è uno dei laureati assunti a Barletta dalla società municipalizzata ‘Barsa’, che si occupa della raccolta dei rifiuti nella città pugliese. “Mi son detto non guardare il titolo di studio, lavora e basta. Voglio mettere su famiglia con la mia compagna. Perché prima di essere un ingegnere sono una persona”.
A cura di Davide Falcioni
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Ogni lavoro è dignitoso, ma probabilmente i nove laureati che si sono aggiudicati un posto da operatore ecologico a Barletta con un contratto a tempo indeterminato con la società municipalizzata ‘Barsa' avrebbero sperato di spendere diversamente i loro studi universitari. Nella graduatoria in cui si leggono i nomi dei 13 vincitori, tra cui quattro diplomati, spicca al primo posto un laureato in ingegneria con 110 e lode, come raccontano alcuni quotidiani. "Il lavoro – commenta all'ANSA il sindaco di Barletta, Cosimo Cannito – è una priorità, anzi un'emergenza, e questo spinge ragazzi dal curriculum brillante, con lauree e specializzazioni, a candidarsi e vincere concorsi pubblici per fare tutt'altro rispetto a quello per cui hanno studiato e su cui, probabilmente, avevano puntato. E così un laureato in ingegneria può diventare un operatore ecologico". "La lettura di questo fatto non può che essere sociologica – aggiunge il primo cittadino – e a questi ragazzi auguro che questa sia una esperienza che gli possa tornare utile nella loro vita in attesa di una piena realizzazione".

Tra i netturbini di Barletta ci sarà anche Giuseppe Moreno Di Trani, 35 anni, laureato con lode in Ingegneria civile al Politecnico di Bari nel dicembre 2012, e classificatosi primo nella graduatoria della municipalizzata che si occupa della raccolta dei rifiuti della città pugliese: "Ero stufo – racconta il giovane in un’intervista a La Repubblica – di fare piccoli lavoretti sempre precari, sempre sottopagati, o addirittura gratis. Stufo, come moltissime persone della mia generazione di affrontare una realtà lavorativa disarmante". Non è stato facile rinunciare, almeno momentaneamente, alla carriera da ingegnere: "Mi son risposto – prosegue Di Trani – non guardare il titolo di studio, lavora e basta. Bisogna guardare in faccia la realtà. Voglio lavorare e mettere su famiglia con la mia compagna. Perché prima di essere un ingegnere sono una persona".

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