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Bari, 17enne muore in ospedale dopo l’operazione per la frattura alla tibia: 8 indagati, domani l’autopsia

Giovedì in programma l’esame medico legale sul diciassettenne deceduto la settimana scorsa all’ospedale san Paolo di Bari dopo un intervento chirurgico per una frattura esposta alla tibia. L’autopsia dovrà chiarire le esatte cause del decesso e stabilire se vi sia un nesso tra l’operazione, la somministrazione degli antidolorifici e la morte.
A cura di Antonio Palma
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Sono otto gli indagati per la morte del diciassettenne pugliese deceduto all'ospedale di Bari nella notte tra il 13 e il 14 aprile dopo un intervento chirurgico per una frattura alla tibia causata da un incidente stradale. Si tratta di otto sanitari che hanno avuto un ruolo nella cura dell'adolescente durante il suo ricovero all'ospedale San Paolo del capoluogo pugliese. Si tratta di sette medici, tra cui 5 ortopedici e due anestesisti, e un'infermiera che hanno preso parte ai due interventi chirurgici a cui è stato sottoposto il ragazzo, studente di istituto tecnico barese.

L'ipotesi di reato al momento è quella di omicidio colposo ma al momento si tratta di un atto dovuto per permettere ai sanitari di nominare con una loro consulente di parte che possa partecipare agli esami medico legali irripetibili. Sulla salma del diciassettenne Infatti il pm della procura di Bari  Isabella Ginefra, che sta coordinando le indagini dopo l'esposto presentato dai parenti del ragazzo, ha disposto l'autopsia che dovrà accertare l'esatta causa di morte. Solo con l'esame post mortem infatti si potrà capire i motivi di un decesso che al momento appaiono inspiegabili visto che il ragazzo non soffriva di patologie note e l'intervento chirurgico alla gamba non aveva presentato complicazioni ed era perfettamente riuscito a detta dei medici.

L'esame sarà condotto giovedì 23 aprile all’istituto di Medicina legale dello stesso Policlinico di Bari dal professor Francesco Introna che sarà coadiuvato dall’ortopedico Giovanni Vicenti e dalla tossicologa Giacoma Mongelli. L'esame infatti dovrà indagare sia sull'intervento chirurgico sia sulle successive somministrazioni di antidolorifici nel decorso post operatorio.

Secondo quanto ricostruito finora, il diciassettenne era arrivato in ospedale a seguito dell'incidente stradale in motocicletta il 5 aprile scorso. I medici gli avevano diagnosticato una frattura esposta alla tibia lo avevano sottoposto a un primo intervento di stabilizzazione propedeutico all'intervento chirurgico vero e proprio. Una settimana dopo il ricovero nel reparto di Ortopedia, lunedì 13 aprile, il ragazzo quindi era stato sottoposto all'operazione che era durata meno di un'ora che si era conclusa senza nessuna apparente complicazione.

Il ragazzo era tornato in stanza per il decorso post operatorio e aveva potuto parlare anche con i familiari con i quali era rimasto in contatto via telefono fino alla sera. Intorno alle 23 però aveva iniziato ad accusare dolori intensi e aveva avvertito così i sanitari. In reparto gli erano stati così somministrati degli antidolorifici ma, circa un'ora dopo, il quadro clinico del diciassettenne è improvvisamente peggiorato fino all'arresto cardiaco che ha portato al suo decesso nonostante l'intervento dei medici. Una tragedia tanto improvvisa quanto inattesa che ha spinto i genitori del giovane a presentare un esposto e a chiedere di fare luce sull'accaduto.

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