Dalla fine di gennaio sono aumentati e non poco di casi di Coronavirus tra i bambini, soprattutto tra quelli in età scolastica, dai 6 ai 10 anni. Un dato, questo, che è molto probabilmente correlato alla maggiore diffusione della variante inglese di Covid-19 che, anche se mancano prove scientifiche di qualsiasi legame, è stata osservata soprattutto nei minori con focolai scoppiati in ambito scolastico. È quanto emerge dall'ultimo monitoraggio dell’AIE (Associazione italiana di epidemiologia) aggiornato al 7 febbraio, e pubblicato il 16, che fa luce sull'infezione tra le fasce d’età più basse, quelle finora relativamente risparmiate dall’epidemia, in 12 regioni italiane, vale a dire Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Emilia-Romagna, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia, a cui si è aggiunto il Friuli Venezia Giulia.

Cosa dice il monitoraggio dell'AIE

"Il valore dell’incidenza per i bambini più piccoli (0-2 anni) è stabile – si legge nel documento – mentre l’incremento registrato nelle scorse settimane è chiaramente attribuibile ai bambini tra 3 e 5 anni (tasso 119 per 100.00); il tasso è in aumento anche per i ragazzi di 11-13 anni di età (137 per 100.000). Da notare anche l’incremento osservato nella classe di età 6-10 anni che ha l ‘incidenza più elevata in almeno tre regioni, Umbria, Lazio e Campania". Dunque, non solo in Umbria l'aumento tra i bambini preoccupa gli esperti, come era emerso dall'ultimo monitoraggio disponibile. "Un’ipotesi in studio – si legge ancora nel report – che potrebbe concorrere a spiegare questo andamento è la circolazione della variante inglese. L’attuazione del protocollo di approfondimento promosso dal Ministero della Salute potrà aiutare a comprendere l’eventuale ruolo della circolazione di questa variante".

La situazione regione per regione

In alcune Regioni, come il Friuli Venezia Giulia, cala l'incidenza tra gli over 80, finora la classe d'età più colpita dall'infezione. Ma a preoccupare è l'aumento di quella tra i bambini, che è stata registrata anche in Piemonte, seppur in maniera lieve. Anche in Emilia Romagna, si legge nel rapporto, "l’incidenza delle classi di età più elevate si mostra in calo, ma in controtendenza sembrano essere tutte le classi di età più giovani". Ancora, in Toscana "l’aumento è comune a tutte le fasce d’età, con l’eccezione degli over 85 e dei bambini al di sotto dei 3 anni, entrambi stabili", mentre nel Lazio "l’incidenza si mantiene stabile, ma si osserva una diminuzione negli over 85 e un aumento nei bambini della scuola primaria (6-10 anni), che sono nell’ultima settimana la categoria che osserva il tasso di incidenza più elevato". Migliora, invece, la situazione in Sicilia, dove sono diminuiti i contagi in tutte le fasce d’età, "in particolare tra i 14 e i 24 anni che precedentemente avevano tassi specifici più elevati", dopo le due settimane di zona rossa.