L'Isis ha rivendicato l'attentato contro i militari italiani in Iraq avvenuto domenica mattina tra Erbil e Kirkuk nel quale sono rimasti feriti cinque soldati di cui 3 in modo grave. In un comunicato diffuso attraverso la solita agenzia di propaganda Amaq, infatti, il sedicente Califfato islamico ha parlato di soldati del Califfato che hanno colpito i crociati. A darne notizia è Site, il sito internet che monitora i social e i media legati all'Isis e alla galassia del'islamismo islamico in generale. "Con l'aiuto di Dio, soldati del Califfato hanno colpito con un ordigno un veicolo blindato con a bordo esponenti della coalizione internazionale crociata ed esponenti dell'antiterrorismo peshmerga nella zona di Kifri, causando la sua distruzione e ferendo quattro crociati e quattro apostati" si legge nella rivendicazione dell'Isis.

Come sempre in questi casi non si sa se la rivendicazione dell'attentato realizzato con un Ied (ordigno improvvisato) contro le forze speciali italiane impegnate nell'addestramento delle forze militari irachene sia reale o solo un tentativo di mettere il cappello su un attacco compiuto con obiettivi a caso senza alcun coordinamento da parte dell'Isis. Il comunicato di Amaq fa riferimento a quattro soldati colpiti quando in realtà sappiamo che sono stati cinque i militari italiani feriti e inoltre non fornisce alcun dettaglio sull'accaduto se non le notizie già note e diffuse ufficialmente dallo stato maggiore italiano e dalla coalizione a guida statunitense.

L'attentato ai militari italiani in Iraq

La pattuglia italiana colpita in Iraq stava svolgendo attività di addestramento (“mentoring and training”) in favore delle forze di sicurezza irachene impegnate proprio nella lotta all’Isis ma secondo lo stato maggiore italiano non è certo che l'obbiettivo dell'ordigno improvvisato fossero proprio gli italiani . Ad essere coinvolti sono stati i commandos della task force che stava svolgendo un’attività di supporto ad una unità di forze speciali dei Peshmerga. I cinque militari feriti appartengono al nono reggimento Col Moschin dell’Esercito e al Goi, Gruppo operativo incursori Comsubin della Marina militare. Tre dei cinque militari sono stati feriti in modo grave anche se non in pericolo di vita. Il più grave ha riportato un’emorragia interna ed è stato sottoposto a operazione d'urgenza, un altro ha perso alcune dita di un piede e il terzo ha gravissime lesioni a entrambe le gambe una delle quali è stata parzialmente amputata