Sanguinoso attentato contro un convoglio militare italiano in Iraq nella mattinata di domenica 10 novembre. Una pattuglia della Task Force 44, composta da personale del 9° Reggimento “Col Moschin” e del Gruppo Operativo Incursori della Marina militare, è stata coinvolta nell'esplosione di un ordigno improvvisato a sud di Erbil, sulla strada che porta a Kirkuk, nel nord del Paese. Il bilancio dell'attentato è di 5 militari feriti tra cui 3 in condizioni gravi ma nessuno di loro fortunatamente sarebbe in pericolo di vita. L'attentato intorno alle 11.30 ora locale. Secondo le prime notizie, i soldati sarebbero stati investiti dall'esplosione mentre rientravano a piedi verso i loro mezzi e sarebbero rimasti feriti alle gambe. Come riferisce lo Stato maggiore della Difesa, l'attentato è avvenuto in mattina quando un Ied, un ordigno esplosivo rudimentale, è detonato al passaggio di un team misto di Forze speciali italiane. Il team stava svolgendo attività di addestramento ("mentoring and training") in favore delle forze di sicurezza irachene impegnate nella lotta all'Isis.

Attentato contro militari italiani in Iraq, evacuati con elicotteri

I cinque militari coinvolti dall'esplosione sono stati subito soccorsi, evacuati con elicotteri USA facenti parte della coalizione e trasportati in un ospedale "Role 3" dove stanno ricevendo le cure del caso. Tre dei cinque militari sono in condizioni gravi ma non sarebbero in pericolo di vita. I feriti sono due militari del Reggimento Col Moschin, reparto incursori delle Forze speciali dell'Esercito, e tre militari del Comsubin, reparto di incursori della Marina Militare. A uno dei militari feriti è stata amputata una gamba, ha riferito il generale Nicola Lanza de Cristoforis a Rai News 24,un altro ha subito gravi lesioni interne e un altro ha riportato danni al piede. Le famiglie dei militari sono state informate. Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, "è stato prontamente messo al corrente dell'attentato dal capo di Stato maggiore della Difesa, il generale Enzo Vecciarelli, e segue con attenzione l'evolversi della situazione" spiegano dallo stato maggiore della Difesa.

Ordigno in Iraq, per militare italiano necessaria amputazione gamba

Hanno riportato gravi lesioni agli arti inferiori tre dei cinque militari feriti in modo grave nell'esplosione dell'ordigno fato scoppiare domenica mattina a sud di Erbil, nel nord dell'Iraq. Lo dicono all'Adnkronos fonti qualificate, secondo cui per uno di loro è stata necessaria l'amputazione di una parte della gamba. Secondo le prime notizie, infatti, i soldati sarebbero stati investiti dall'esplosione mentre rientravano a piedi verso i loro mezzi dopo una missione condotta insieme alle forze di sicurezza irachene che stanno addestrando e sarebbero rimasti feriti alle gambe.

Ministro della Difesa: "Vicinanza alle famiglie dei militari colpiti"

Dal Ministero della Difesa spiega che Lorenzo Guerini sta seguendo "con attenzione e apprensione" gli sviluppi dell'attentato avvenuto in Iraq. Il ministro, subito messo al corrente della situazione dal capo di Stato maggiore della Difesa, ha immediatamente informato a sua volta il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Presidente del Consiglio Conte. Il ministro, viene sottolineato alla Difesa, "in queste ore di preoccupazione, esprime la più profonda vicinanza alle famiglie e ai colleghi dei militari coinvolti".

Attentato Iraq, la Procura di Roma indaga per terrorismo

Sull'attentato ai soldati italiani in Iraq, che nella mattinata di domenica ha portato al ferimento di 5 militari italiani, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine ipotizzando i reati di Attentato con finalità di terrorismo e lesioni gravissime. Le indagini sul posto saranno seguite dal Ros dei carabinieri. Gli accertamenti sono coordinati dal procuratore aggiunto Francesco Caporale e dal pm Sergio Colaiocco.

Militari italiani in Iraq impegnati in attività di addestramento

I militari italiani sono dispiegati in Iraq con un contingente che è impegnato nell'Operazione "Prima Parthica –  Inherent Resolve". Si tratta di una missione  avviata il 14 Ottobre 2014 a seguito dell'espansione dell'autoproclamato Stato islamico nel Paese mediorientale. L'operazione avviene nell'ambito di una coalizione a guida statunitense finalizzata a fornire alle Forze di Sicurezza Irachene (ISF) il necessario supporto operativo per "sconfiggere l'organizzazione terroristica, rendere sicuri i confini, ristabilire la sovranità dello Stato, formare Forze Armate e di Polizia in grado di garantire la sicurezza della Nazione".

Nell'ambito dell'operazione "Prima Parthica" L'Esercito italiano in particolare fornisce personale di Staff ai Comandi multinazionali siti in Kuwait e Iraq (Baghdad ed Erbil) nonché uomini per l'addestramento delle Forze Armate e di polizia irachene. Il dispiegamento prevede inoltre un dispositivo logistico-amministrativo di circa 250 unità​. L'esercito italiano opera nelle tre sedi ed in particolare a Erbil, dove sono in corso cicli di addestramento a favore dei Peshmerga e a Baghdad presso cui sono in corso attività di addestramento per le unità delle Forze S​​peciali.​​

La notizia del ferimento dei nostri militari arriva a pochi giorni dal triste anniversario dell'attentato di Nassiriya del 12 novembre 2003, sempre in Iraq, quando un camion cisterna pieno di esplosivo scoppiò davanti all'ingresso della base italiana dei Carabinieri, provocando una esplosione che causò 28 morti, 9 iracheni e 19 italiani, tra cui cinque militari dell'esercito, due civili e dodici carabinieri.