Assolta per guida in stato di ebrezza perché fuggiva da un pericolo: il suo ex. Ieri il giudice dell’udienza preliminare Marzio Bruno Guidorizzi ha assolta una giovane donna imputata per guida in stato di ebrezza, riconoscendo alla sua condotta l'esimente dello stato di necessità. La fuga della ragazza era stata arrestata da una pattuglia dopo che l'auto del fidanzato, che la stava alle calcagna, inseguendola, l'aveva tamponata. È stato allora che, dopo aver misurato un tasso di 1,1, gli agenti della polizia locale l'hanno denunciata per guida in stato di ebbrezza e le hanno ritirato la patente.

In favore della vittima, in questo caso, hanno deposto altre circostanze. Olga, questo il nome della giovane donna coinvolta nel sinistro stradale, prima di venire fermata era stata aggredita dall'ex, che l'aveva presa a pugni e avrebbe continuato a picchiarla se non si fosse sottratta. Per questo, per proteggere se stessa, trovandosi anche in una condizione di scarsa capacità reattiva, visto che aveva bevuto, la ragazza aveva deciso di mettersi al volante e si era data alla fuga. Una circostanza che il giudice ha compreso e riconosciuto con valore di esimente,  giungendo così a una assoluzione.

Il caso ha alcuni precedenti. Di giugno, la notizia di un altra automobilista al volante con livelli alti di alcol rilevati dal test. Nel caso in questione, andato in scena a Perugia, è stato il consulente dell'imputata a mettere in discussione l'esito del test, questa volta per motivi tecnici. Secondo la consulenza, infatti, il livello rilevato dal test non poteva essere indicativo della concentrazione nel sangue.