Ha catalizzato l’attenzione di tutti i media la vicenda di Luigi Vazzana: da Scilla, sulla costiera calabrese dello Stretto di Messina, sarebbe arrivato quasi in Sicilia, a bordo del suo materassino: 9 ore al largo, a notte fonda, per poi essere salvato dagli uomini della Guardia Costiera. Dopo che questa mattina erano emersi nuovi dettagli sulla storia, che facevano pensare che il fatto fosse una bufala, arriva un'ulteriore precisazione direttamente dalla Guardia Costiera di Reggio Calabria. Non è vero, dunque, come riportava il Corriere della Sera, che il giovane non si è allontanato troppo dalla riva.

"Con riferimento alla notizia pubblicata in data odierna su alcuni organi di stampa e siti web, in merito ai fatti accaduti al giovane reggino che, al tramonto del 17 agosto, si è allontanato in mare con un materassino partendo da uno stabilimento balneare a Scilla, si riconferma quanto già comunicato agli organi di stampa nell'immediatezza dell'evento. Il ritrovamento del giovane disperso in mare è avvenuto all'1 e 05 del 18 agosto a circa due miglia dalla costa antistante il litorale di Scilla. Una volta intercettato veniva recuperato a bordo dall'unità della guardia costiera M/V cp 801 e successivamente sbarcato nel porto di Scilla, dove veniva affidato alle cure del personale medico del 118″. E' quanto afferma, in una nota stampa, la Guardia costiera di Reggio Calabria.

Il racconto del ragazzo

Vazzana ha raccontato di essersi addormentato sul materassino. Quando un suo amico si è accorto di non riuscire più a vederlo all'orizzonte, ha dato l’allarme. L’intervento della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria è stato immediato e nella zona sono state fatte confluire tre motovedette e un gommone. Anche i colleghi di Messina hanno partecipato alle ricerche con una propria unità navale. Da Catania si è alzato in volo un elicottero della Guardia Costiera. A notte fonda il disperso è stato rintracciato in mare. Non in Sicilia, ma sulle rive calabresi, come evidenzia Carlo Macrì.

Perché si pensava che la storia del materassino fosse una bufala

Diversi sono gli elementi che hanno indotto a non credere alla versione dei fatti di Vazzana. “Intanto perché è difficile che una persona aggrappata a un materassino, in mezzo al mare, per diverse ore, prima che calesse il buio, non venisse facilmente individuata. Inoltre, addormentarsi nello Stretto su un materassino è poco probabile visto che quel tratto di mare è solcato giornalmente da centinaia di piccole e grosse imbarcazioni e navi da crociera”. Non è tutto. “Questo è anche il periodo della caccia al pescespada e i pescatori fanno in lungo e largo lo Stretto con le Feluche, imbarcazioni tipiche che hanno torri di avvistamento alte dieci metri” si legge ancora sul Corsera. Improbabile quindi che nessuno abbia visto la sagoma del giovane in mezzo allo Stretto.