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“A 15 anni un uomo mi ha molestata in strada, mi ha fatto sentire in colpa per ciò che indossavo”

Dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin, 105esima donna uccisa nel 2023, Fanpage.it apre uno spazio per le lettrici e i lettori per condividere le loro testimonianze. Se sei vittima di stalking o violenza chiama il numero 1522 – gratuito e attivo 24h su 24h.
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A cura di Redazione
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Giulia Cecchettin è la 105esima donna uccisa nel 2023. La 82esima in ambito familiare. Un dramma in seguito al quale la famiglia di Giulia, col papà Gino e la sorella Elena, hanno chiesto di “far nascere qualcosa perché non accada più”, di “fare rumore” e di denunciare, sempre. Se avete voglia di condividere le vostre testimonianze, Fanpage.it è aperto a voi. Scriveteci a segnalazioni@fanpage.it o cliccando qui. Se sei vittima di stalking o violenza chiama il numero 1522 – gratuito e attivo 24h su 24h. Pubblichiamo di seguito una testimonianza arrivata alla nostra redazione: è una storia di molestie su una ragazzina di 15 anni.

La lettera a Fanpage.it

Ho 22 anni e ne avevo 15 quando un uomo sulla quarantina mi molestò per strada.

Era inizio settembre, faceva ancora caldo e quella mattina decisi di indossare una tutina che lasciava scoperte solo le braccia e le gambe da poco sopra le ginocchia in giù, misi persino una fascia sotto la tutina a coprire l'intero petto; non si vedeva nient'altro che il collo.

Erano le 11 e quella mattina dovevo incontrare una mia compagna di scuola proprio davanti il liceo che frequentavamo, per raggiungerla avrei dovuto fare un brevissimo tragitto a piedi; passai davanti un palazzo in cui alcuni uomini stavano pulendo il cortile.

Uno tra questi uomini iniziò a seguirmi e a fissarmi, soprattutto le gambe, c'era solo un'inferriata a dividerci, quindi mi era praticamente a un metro di distanza. Mi sentì subito a disagio, affrettai il passo e lui continuò, parlandomi, chiedendomi se volessi fare un giretto con lui, ricordo che neanche lo guardai per paura che anche un solo mio sguardo potesse stuzzicarlo ancor di più.

Mentre lui mi parlava, guardai uno degli uomini che era con lui, lo guardai perché speravo mi aiutasse e invece quello che fece fu fare spallucce e un sorrisino come se fosse divertito dalla scena, come a dirmi "che ci vuoi fare? è così".

Mi misi a correre e attraversai la strada senza neanche guardare se ci fossero auto in transito, fu un miracolo che nessuna auto mi investì.

Improvvisamente l'aver indossato quella tutina che tanto mi piaceva non mi sembrò più una buona idea, mi sentii nuda anche se non lo ero affatto.

Avevo 15 anni e mi sentii in colpa, forse lasciare scoperte le gambe significava provocare un uomo?

Da quella mattina scegliere quali vestiti indossare non fu più un fatto di solo abbinamento o gusto personale, fu anche un continuo chiedermi se fossi abbastanza coperta, se quella maglietta che lascia un po' scoperta la pancia non è forse troppo provocante.

Avevo 15 anni e ancora oggi, quando ci penso mi sento in colpa.

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