Non bisogna essere grandi menti dei Servizi Speciali Nazionali e nemmeno troppo innamorati di fatti di criminalità organizzata per rileggere le ultime drammatiche giornate di un Paese in cui nel giro di 24 ore ad Acerra sul selciato è rimasto il cadavere del boss Vincenzo Mariniello mentre le indagini dell'antimafia ancora facevano luce sull'agguato avvenuto a Mugnano dove ha perso la vita l'ambulante Giovanni Pianese (già figlio di boss) ucciso in pieno giorno in mezzo alla folla, come da queste parti orami troppo spesso ci stanno facendo l'abitudine. Sì, perché se non ve ne siete accorti, la Camorra spara, continua a sparare, spara impunemente non solo attraverso le stese giovanili che terrorizzano intere zone della città ma spara anche facendo annusare nuovi equilibri di vecchie amicizie. Così, mentre tutta Italia sta parlando del voto tramite "clic" sul Caso Diciotti e mentre il ministro dell'interno Matteo Salvini sta promettendo (un'altra volta, l'aveva già fatto a luglio) di risolvere molto velocemente (aveva detto così anche l'altra volta) la questione della tendopoli di San Ferdinando, alla fine sembra non accorgersi che la mafia spara e sembra in ottima salute nonostante i proclami di Salvini che ha promesso (lo, so, sembra una barzelletta così, la sua estinzione nel giro di qualche mese). Insomma, tocca mettere fretta a chi di dovere.

E mentre la camorra spara e uccide, Matteo Salvini ha tutto il tempo e tutta la tranquillità per collezionare l'ennesima figuraccia riuscendo addirittura (udite udite) a farsi smentire dagli stessi carabinieri. "Roba da matti", twitterebbe lui. I fatti ve li racconta per filo e per segno il collega Biagio Chiariello nel suo pezzo ma sostanzialmente, come al solito, il solito Salvini si è dato addosso al negro prima ancora di conoscere i fatti (eppure un ministro dell'interno ci metterebbe pochissimo, pensateci) ma comunque il video è già stato dato in pasto all ferocia e ormai il messaggio è passato. A proposito: tra Caivano e Orta di Atella è stato ritrovato il cadavere di un uomo crivellato da cinque colpi di pistola. Quindi i morti salgono a tre.

Rimane da sperare che qualcuno nel governo (o in Commissione Antimafia) abbia la voglia di rivedere la situazione campana e ciò che si muove da quelle parti, dove un doppio agguato in poche ore segnala che la tensione è altissima e che (anche grazie alla disattenzione pubblica dovuta a ben altri allarmismi) la camorra si sta muovendo in piena libertà. Mariniello (ucciso ad Acerra poche ore fa) era ritenuto a capo del clan che porta il suo stesso nome (da sempre in guerra con il clan De Falco) e da anni subisce la vendetta trasversale del clan avversario che gli ha già ucciso il padre nel 2000 e uno zio. L'"ambulante" Pianese invece (ucciso a Mugnano) è il figlio di quel Pianese che combatté la guerra a Scampia e Secondigliano tra gli Abete-Abbinante-Notturno e la Vanella Grassi. Pianese fu tra quelli che sequestrò, allo scopo di ucciderli, Carmine Pocci e Virginio Giannino (affiliati alla Vanella Grassi), che furono salvati in modo del tutto fortunoso dalla Vanella Grassi.

Insomma, c'è roba grossa lì fuori. E al ministro dell'interno Salvini l'impressione è che la cosa stia sfuggendo di mano. A partire dalla sua pessima comunicazione.