Garlasco, i consulenti di Stasi entravano nei laboratori del Ris durante le analisi: “Ricontrollavano i risultati”
"Era sempre presente praticamente quotidianamente questo dottore che era per conto del Professor Giarda, penso. Questo è quello che mi ricordo, insomma, un'attività assidua, giornaliera, che forse era l'unica situazione in cui c'è stato un consulente di parte". Ai pubblici ministeri di Pavia che indagano sul delitto di Garlasco il Tenente Colonnello Alessandro Coli lo scorso 17 settembre ha raccontato cosa accadeva nei laboratori del Ris nei giorni in cui venivano eseguite le analisi sul delitto di Garlasco. Al Ris di Parma aveva preso servizio dal 2003 al 2014, ora è al Nucleo investigativo di Firenze. Ai magistrati ha spiegato di ricordare che il collega Alberto Marino, l'appartenente al Ris diventato consulente della Procura nel 2007 sull'omicidio di Chiara Poggi, spesso non era da solo: "So che l'attività poi si è svolta come… diciamo attività d'ufficio… ripetuta giorno per giorno… con l'avviso proprio delle attività che venivano fatte, confronto dei risultati, ed era sempre presente praticamente quotidianamente questo dottore che era per conto del Professor Giarda, penso", si legge nel verbale. A questo punto il pm Stefano Civardi gli chiede se si ricorda il nome del consulente dell'avvocato Giarda, allora nella difesa di Alberto Stasi. "Era un ragazzo giovane, penso Fabbri", dirà Coli. Poi nel verbale del sit si legge anche:
Ten. Col. Coli: Avato era il professore… sì… per conto dell'Avvocato Giarda, credo fosse, però ecco non vorrei dire castronerie. E…un'attività che è durata diversi giorni sicuramente.
Proc. Agg. Dott. Stefano Civardi: Ma i consulenti entravano anche nel laboratorio o entravano solo nel locale di ispezione…
Ten. Col. Coli: Allora, secondo me entravano… facevano l'attività insieme e ricontrollavano i risultati. Questo intuivo, perché poi si mettevano al tavolino a riguardare…
E ancora:
Proc. Agg. Dott. Stefano Civardi: I consulenti avevano accesso al locale d'ispezione e anche ai locali di estrazione e…quantificazione
Ten. Col. Coli: Immagino di sì, anche se io non… fisicamente non ricordo di essere andato a vedere se chi c'era o cosa, ecco. Sicuramente nel locale separato, almeno quello che è rimasto, quello attuale, c'era pure una… una sorta di vetro attraverso il quale si poteva osservare l'attività di prelievo, campionamento, per conto delle parti.
Insomma, il Tenente Colonnello Coli ha specificato che i consulenti di solito entravano nei laboratori e spesso si rimettevano a controllare i risultati. E qui sorge la domanda che sta tenendo in piedi il dibattito di questi giorni sul caso Garlasco: chi sapeva e chi no dei test negativi ottenuti dalla comparazione tra il DNA di Chiara Poggi e il materiale genetico trovato sui pedali della bici di Alberto Stasi? Soprattutto perché di questi test negativi si sa solo adesso, non erano mai comparsi nel fascicolo della Procura e dei processi sul delitto di Garlasco. Il 19 settembre 2007 i consulenti del Ris avevano eseguito i test: la prima corsa aveva dato un esito parziale del DNA di Chiara Poggi, la seconda invece un esito pieno e positivo. A questo punto però, come lui stesso spiega spinto da un senso di approfondimento, il giorno successivo Alberto Marino si rimette in laboratorio ed esegue altri test che questa volta hanno dato esito negativo. Alla fine tra gli elementi su cui è stato condannato Alberto Stasi c'è il test positivo sul DNA di Chiara Poggi. Resta il fatto che se fossero stati comunicati anche gli esiti negativi sicuramente nel 2007 si sarebbe proceduto con ulteriori accertamenti. Ma chi sapeva di queste corse negative sul campione genetico prelevato dai pedali della bicicletta? Nel sit all'ex Ris Coli si legge:
Proc. Agg. Dott. Stefano Civardi: Vabbè, al di là di questo che possiamo immaginare… ha un ricordo preciso di qualche cosa di cui ha parlato con Marino, Portera, Pizzamiglio…?
Ten. Col. Coli: Mmm… Forse… forse qualcosa… C'era un esito dubbio sui pedali, che su questi pedali dove era stato ottenuto del DNA e poi non era stato più ottenuto da successivi campionamenti. Lo ricordo come una cosa strana, insomma, come… Però da… diciamo da… da esperto biologo, ecco. Cioè se mi dicono: ho fatto un prelievo e poi sono ritornato a fare il prelievo e non è uscito più nulla… Il primo prelievo è uscito DNA e poi ho rifatto un prelievo e non ho ottenuto nulla… ripetuto più volte, questo mi lasciò un po' perplesso, nel senso che… l'asportazione totale di campioni… di una traccia da una superficie, a me capitava spesso, se tornavo sul… col prelievo, di riottenere comunque un profilo, magari con quantità minore di DNA. Mi ricordo… …che forse era era una cosa, diciamo così, anomala questo discorso dei pedali. Mi ricordo, ecco… non so se ne parlai direttamente con… con Marino o con qualcuno, però come risultato mi sembrava un po' strano non riottenere un profilo da una superficie, diciamo così, che inizialmente fornisce DNA… a meno che non ci sia stata una degradazione successiva, ecco, questo e che… Però su una superficie non assorbente…
Sicuramente l'allora capitano Alberto Marino non era tenuto a parlarne con i colleghi dal momento che era lui consulente della Procura di Vigevano. Ma sulla base di quanto detto da Coli i consulenti della difesa di Alberto Stasi erano spesso presenti in laboratorio e quindi potevano confrontarsi sui risultati. Ecco quindi che sorgono non pochi dubbi: la consulenza della difesa Stasi sapeva di questi risultati? Se no – come in questi giorni continuano a ripetere – il Ris avrebbe deciso volontariamente di non svelarli? Si sta procedendo con tutti gli accertamenti del caso. In qualsiasi caso ora si sanno. Ecco quindi l'ultima domanda: basteranno questi test negativi per abbattere il test positivo e mandare Alberto Stasi a una revisione del processo?