Garlasco, il pm ha dubbi anche sul DNA ottenuto dal cucchiaino: “Il campione di Chiara Poggi c’era già”
Tra i dubbi da chiarire sul delitto di Garlasco c'è anche il DNA di Chiara Poggi prelevato dal cucchiaino con cui la vittima la mattina dell'omicidio stava facendo colazione. DNA che sarebbe stato poi utilizzato dal Ris di Parma per eseguire il confronto con il materiale genetico trovato sui pedali di Alberto Stasi. Ma perché non un DNA ottenuto dal tampone durante l'autopsia sul corpo della vittima? Lo spiega l'ex carabiniere del Ris Alberto Marino, che eseguì i test di confronto nel settembre 2007 in quanto consulente incaricato dalla Procura di Vigevano, quando è stato sentito il mese scorso dai magistrati che indagano sul delitto di Garlasco e su Andrea Sempio.
A loro ha detto: "Non c'era un campione di confronto della vittima. Di solito quando non viene mandato un campione espressamente acquisito come confronto, utilizziamo un reperto che abbia, diciamo, un contesto tale da essere ritenuto a buon titolo il campione di confronto. Poi è chiaro che poteva esserlo anche tutto il sangue presuntivo per casa, perché chi altro poteva essere?". Perché non prendere il DNA dal sangue? Lo conferma Marino: "Abbiamo ritenuto che il cucchiaino fosse a maggior titolo più campione di confronto rispetto alle tracce sulla scena del crimine. Il profilo genetico è lo stesso, ovviamente".
Il procuratore aggiunto Civardi nel sit ha anche detto: "Questa affermazione mi solleva due dubbi: 1. Perché vai a cercare il DNA di Chiara Poggi su un reperto di cui non hai la certezza che sia stato messo in bocca da lei? 2. Perché parti dal presupposto che sui pedali della bicicletta di Stasi ci sia il DNA di Chiara Poggi? Ma questo è un ulteriore e diverso discorso. Adesso torno a chiederle: ma è sicuro? Cioè, questo è quello che ha detto un anno e tre mesi fa. Il problema è: magari si è sbagliato. Se invece lei dice: ‘No, noi il profilo di Chiara Poggi non l'abbiamo preso dal sangue prelevato al momento dell'esame autoptico, ma per noi il profilo di Chiara Poggi è quello risultante dal cucchiaino', io ne prendo atto. Questo è il suo verbale".
E l'ex Ris Marino gli aveva risposto così: "Allora, il punto è questo: non è scorretto quello che ho detto, nel senso che il profilo sul cucchiaino è lo stesso del sangue trovato ovunque. Però, formalmente, non avendo acquisito un prelievo di sangue quale campione di confronto, formalmente tutte le tracce sulla scena del crimine – e lo so che è un po' pignolo come ragionamento – però le tracce sono tracce, il campione di confronto è un altro. Abbiamo ritenuto che il cucchiaino fosse a maggior titolo più campione di confronto rispetto alle tracce sulla scena del crimine. Il profilo genetico è lo stesso, ovviamente".
Il Tg1 svela un verbale del 4 settembre 2007 in cui si fa riferimento al sangue della vittima quale campione biologico di confronto per le analisi. Per la Procura questa è una contraddizione rispetto a quanto affermato da Marino nel sit dello scorso mese. Allora sorge una domanda: dove è stato estratto il DNA della vittima, quello utilizzato per confrontare il materiale genetico sui pedali? Un dettaglio non indifferente perché tra i dubbi da sciogliere sulle prime indagini eseguite dopo la morte di Chiara Poggi c'è anche da capire come sia possibile che il DNA prelevato dal cucchiaino di Chiara Poggi sia dello stesso preciso quantitativo prelevato sui pedali della bici di Alberto Stasi. Ecco il dubbio: c'è stato uno scambio di provette? Nulla è stato confermato e sciogliere questo dubbio 19 anni dopo sarà veramente complicato.