Carlo e la rinuncia ai figli per il caro vita: “Rimandavamo per una sicurezza economica e il tempo è andato oltre”
Stai affrontando le conseguenze del caro vita, tra bollette alle stelle, casa introvabile e uno stipendio che non basta mai? Raccontaci la tua storia, le difficoltà quotidiane o le rinunce a cui sei costretto di fronte all'aumento inarrestabile dei prezzi. Scrivi a segnalazioni@fanpage.it per inviare la tua testimonianza o compila questo form.
La crisi della natalità in Italia non si affronta con le promesse per lo più vuote dei politici, ma dando alle coppie la serenità e la stabilità economica necessarie per poter progettare un futuro. Senza basi solide – e con un costo della vita ormai fuori controllo – l'idea di costruire una famiglia viene sistematicamente schiacciata sotto il peso di bollette, rincari e salari fermi al palo da decenni. Ne sa qualcosa Carlo, un lettore di Fanpage.it che da circa quattro anni vive in provincia di Torino con la sua compagna. I due vorrebbero mettere al mondo dei figli, ma alle attuali condizioni riuscire a mantenerlo sarebbe un'impresa.
"Io ho un buon stipendio – ci spiega Carlo – mentre lei con un part-time alle Poste percepisce meno di mille euro al mese. Non passa al full-time, perché a quelle condizioni lo stipendio sarebbe da ‘sfruttamento'". Qualche anno fa, potendo contare su un'entrata considerata decente, i due decidono di compiere il grande passo e acquistare una casa più grande. Ma è proprio da quel momento i conti iniziano a non tornare più: "Al tempo dell'acquisto le spese erano di 198 euro per 10 mesi. Dopo un anno siamo arrivati a 247, poi 298 e in quest'ultimo anno 378 euro. Ci eravamo fatti dei conti pensando anche a futuri aumenti, ma in quattro anni sono stati spropositati".
A incidere come un macigno sul bilancio familiare sono le utenze, con costi che erodono costantemente il potere d'acquisto. "Naturalmente la cosa che ha pesato di più è stato il gas", spiega Carlo. "Quest'anno abbiamo consumato meno della metà dell'anno precedente, siamo curiosi di scoprire che sorpresa ci hanno riservato". A queste condizioni la quotidianità, di fatto, si è trasformata in una corsa a ostacoli in cui anche l'acquisto di beni essenziali va attentamente ponderato: "La spesa è un altro problema. I costi degli alimenti sono saliti alle stelle. Ci conviene alle volte di più sfruttare le feste di paese visti i costi più contenuti offerti da alcune pro-loco. La benzina è un altro peso non indifferente. L'unico modo per arginare la spesa è viaggiare meno, che vuol dire buttare via il tempo libero. Si lavora per pagare le spese".
Il risultato più amaro di questa precarietà forzata, alla fine, è la rinuncia alla genitorialità. "Abbiamo sempre rimandato il discorso figli dicendoci: ‘Prima raggiungiamo una buona sicurezza economica', cosa impossibile in questo cavolo di Paese. Perciò ormai il tempo è andato troppo oltre e i figli sono rimasti desideri incompiuti, come restano incompiute le promesse della politica e il sogno di un'Italia nuova dove poter crescere e prosperare".
Cosa dicono i dati reali sul caro vita in Italia
Quello di Carlo, purtroppo, non è un caso isolato o il frutto di una percezione pessimistica – come dimostrano le tante testimonianze che ogni giorno arrivano a Fanpage.it – ma lo specchio fedele di ciò che dicono i dati reali e oggettivi sull'economia italiana. Come emerso dall'ultima rilevazione Istat l'inflazione, trascinata dai rincari dei beni energetici, ha ripreso a correre toccando quota +3,3% su base annua nel mese di agosto 2026. In questo scenario, anche comprare o mantenere una casa si sta confermando un vero e proprio salasso: i prezzi delle abitazioni, infatti, sono cresciuti del 4% rispetto a un anno fa.
A fronte di uscite che si moltiplicano in modo vertiginoso, le entrate degli italiani restano clamorosamente al palo. Secondo l'Ufficio Parlamentare di Bilancio, le retribuzioni lorde dei dipendenti sono crollate in media del 6,6% in termini reali in un arco temporale di 35 anni, dunque rispetto al lontano 1990. In sintesi: un lavoratore italiano oggi porta a casa, al netto dell'inflazione, meno di quanto guadagnava nell'ultimo decennio dello scorso secolo.
A questa asfissia finanziaria si sommano i costi insostenibili della mobilità. Proprio oggi, 21 settembre, la media nazionale del prezzo della benzina in modalità self-service ha toccato i 2,153 euro al litro sulla rete stradale. Per chi viaggia in autostrada la spesa lievita ulteriormente, sfiorando i 2,244 euro al litro sempre al self-service. Per quanto concerne il gasolio si è arrivati a 2,330 su strada e addirittura 2,405 sulle autostrade. Dati alla mano, la "sicurezza economica" inseguita da Gianni e dalla sua compagna per costruire un futuro è una chimera che tiene in ostaggio milioni di cittadini.