Alessandro Bottin, 23 anni (Facebook).
in foto: Alessandro Bottin, 23 anni (Facebook).

Si è laureato in Scienze religiose con una tesi su Papa Francesco, che gli aveva consigliato di "essere la parte migliore di sé stesso, e cioè l'amore". È una storia a lieto fine quella di Alessandro Bottin, 23enne di Pegolotte di Cona, in provincia di Venezia, affetto da tetraparesi e costretto a comunicare con il mondo soltanto con l'aiuto dei propri occhi. L'ha raccontata ai ragazzi della scuola media "Regina Margherita" di Piove di Sacco nel corso di un incontro organizzato dalla direttrice, lasciando tutti senza parole. Dopo tanti sacrifici, all'inizio del mese di novembre è riuscito a realizzare il suo sogno di diventare dottore in Scienze religiose. Il prossimo desiderio da realizzare potrebbe essere proprio un incontro di persona con il Pontefice.

Alessandro scrive e parla con gli occhi: a seguito di una asfissia da parto, convive infatti da tutta la vita con una tetraparesi, una forma di paralisi cerebrale che colpisce entrambi gli arti superiori e inferiori e si traduce in una perdita parziale dei movimenti. Ha sempre affrontato con il sorriso le difficoltà che si sono presentate sul suo cammino. "Sto facendo un cammino vocazionale e lo studio mi è servito per approfondire argomenti legati alla mia Fede", ha raccontato Alessandro a Fanpage.it, sottolineando l'importanza di una figura come papa Francesco per il suo cammino: "Uno dei temi che ho affrontato – ha continuato – è la visione di Bergoglio legata alla dimensione locale della Chiesa. Lui infatti sottolinea l’importanza e il valore che ogni comunità locale può dare alla Chiesa che rimane sempre Una (Chiesa Universale). Le chiese locali pur con diverse tradizioni liturgiche, diverse lingue e carismi, sono chiamate a vivere  in comunione e unità. Il cuore di tutto  sta nell’annuncio evangelico che è fonte di gioia e di vita nuova".

Il neolaureato è ora pronto per nuove sfide. "Il mio obiettivo – confida – è quello di potermi consacrare e mi sto confrontando con un sacerdote che conosco. Attualmente sto lavorando con il mio tutor Emiliano per scrivere un libro autobiografico. A tutti coloro che soffrono mi sento di dire che le difficoltà fanno parte della vita e si superano grazie alla forza delle persone che ci stanno accanto e che hanno a cuore il nostro bene. Nel mio caso gli amici e la famiglia hanno avuto un ruolo importante".

Tanti gli auguri che sono piovuti per lui sui social network: "Alessandro, raccoglierai tante soddisfazioni" scrive un utente; "Una storia meravigliosa, sì, ma non è una favola. È vita vera, la vita di persone meravigliose, la cui unica forza è l'amore… l'amore per un figlio, l'amore per la vita. È la storia di persone che ogni giorno, da quando è nato Alessandro hanno combattuto contro il dolore, la paura, l'angoscia, la diffidenza, la burocrazia, la maleducazione di chi non rispetta i posti auto per disabili e li ha costretti a mille manovre e rischiare di rompersi la schiena pur di dare ad Alessandro una vita normale. Perché la vita vera è quella di tutti giorni, delle file agli sportelli, delle sale d'attesa, delle terapie, di tanti sacrifici e… di attimi di immensa felicità", ha detto un altro.