Ore 23 – Chiusi in Veneto e Lombardia i seggi del referendum per l'autonomia, con lo spoglio che comincerà a brevissimo. Come vi abbiamo raccontato, si trattava dei referendum consultivi indetti dalle due regioni per cominciare il percorso di "trattativa" con lo Stato centrale per ottenere maggiore autonomia. In Lombardia non c'era il quorum, ma l'affluenza non dovrebbe discostarsi troppo dal 50%, mentre, affinché il referendum fosse considerato valido, in Veneto avrebbe dovuto recarsi alle urne più del 50% degli aventi diritto. L'obiettivo è stato raggiunto già alle 19, come comunicato dal Governatore Zaia. Infatti, l'affluenza totale in Veneto è stata all'incirca del 60%, oltre 20 punti in più di quella registrata in Lombardia.

Zaia ha commentato: "Non esiste il partito dell'autonomia, ma ci sono i veneti che si sono espressi in modo chiaro. Questa è stata una lunga sfida, cominciata nel 2014 e passata per una sentenza della Corte Costituzionale. Non è una buffonata, ma è una indicazione importante quando due milioni di persone vanno alle urne. Ora chiederemo la competenza su 23 materie e i 9/10 delle tasse, come Trento e Bolzano".

Si è tenuto oggi 22 ottobre il referendum consultivo per l'autonomia in Veneto e Lombardia. Al voto quasi 12 milioni di persone: 7,9 milioni di lombardi e poco più di 4 milioni di veneti. Chi vota Sì, è d'accordo sulla possibilità che le Regioni ottengano maggiori competenze dal Governo. Il referendum avrà un significato politico, che servirà ad avviare, in caso di esito positivo, delle trattative con Roma con una maggiore incisività delle Regioni nelle decisioni. Solo con una significativa partecipazione i governi regionali avranno infatti un mandato importante per ottenere il diritto a gestire a livello regionale materie fiscali oggi di competenza statale.

Alle 12 l'affluenza era del 10% in Lombardia, per un totale di 822.828 elettori su 7.897.056.  In Veneto gli elettori sono stati il doppio, l'affluenza alle 12 era del 21,1%. Alle 19, la percentuale dei votanti ha superato la soglia del 50% in Veneto, mentre in Lombardia è a circa il 30%.

I seggi saranno aperti dalle 7 alle 23. In Lombardia si sta sperimentando la prima consultazione elettronica mai fatta in Italia: la scheda cartacea è infatti sostituita da un tablet sul quale si può votare sì, no o scheda bianca. Nel quesito si chiede all'elettore se è favorevole all'avvio di una trattativa con il governo per trasferire alla Lombardia le 20 competenze concorrenti e le tre negoziabili previste dalla Costituzione e le relative risorse. In Lombardia non è previsto un quorum. Maroni si accontenta del 34%.

In Veneto, la seconda regione interessata dal voto, il governatore del Veneto Luca Zaia ha votato appena aperto il seggio nella scuola a San Vendemiano in provincia di Treviso. Zaia ha già spiegato che la sua carica non è in discussione: "Il referendum non l'ho voluto io, ma il consiglio regionale", e dopo il voto ha aggiunto: "E' comunque una pagina di storia che si scriverà, il Veneto non sarà più quello di prima. Sta poi ai veneti, e ai "nuovi veneti", ai tanti che hanno scelto di avere qui un progetto di vita, approfittare di questa opportunità".  Per il Veneto ci sarà il vincolo del 50% più uno.

Si è detto contento Salvini, leader della Lega: "A prescindere da tutto, se alcuni milioni di persone ci daranno il mandato, noi da domani trattiamo con il governo centrale". Lo ha detto arrivando al seggio a Milano, rispondendo a una domanda sull'affluenza. "Non faccio i numeri al lotto. So che è un'occasione unica, so che il 50% in Veneto verrà superato, in Lombardia vedremo quanta voglia di autonomia e di buona politica c'è. Io sarei andato a votare chiunque lo avesse proposto".