
Gli aggiornamenti sui colloqui tra Iran e Usa: le ultime notizie di oggi, mercoledì 24 giugno, in tempo reale. Il Senato a maggioranza repubblicana ha espresso un voto contro Donald Trump.
Con 50 voti a favore e 48 contrari, i senatori hanno approvato una risoluzione che limita i poteri di guerra del presidente in Iran e chiede la fine del conflitto a meno che non ci sia l'autorizzazione del Congresso. Pur essendo simbolico, il voto rappresenta una rottura con il presidente.
Un voto "inopportuno e privo di significato", è stata la reazione del presidente. "Quindi, ho l'Iran alle corde, pronto a crollare… e il Senato degli Stati Uniti decide di tenere una votazione inopportuna e insignificante sul War Powers Act", ha scritto sul suo social Truth.
Intanto, proseguono gli sforzi diplomatici sia tra Teheran e Washington, sia tra Israele e Libano. Ieri, martedì 23 giugno, si è conclusa a Washington la prima giornata del quinto round di colloqui diretti tra Tel Aviv e Beirut dopo oltre otto ore di lavoro.
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Media: "Si discute progetto pilota Israele-Usa-Laf per ritiro Idf da sud del Paese"
Israele e Libano stanno discutendo un progetto pilota, con il supporto degli Stati Uniti, che prevederebbe il ritiro dell'Idf da alcune aree del sud del Paese dei Cedri e il trasferimento del controllo all'esercito di Beirut (Laf). Lo ha riferito Reuters, citando tre fonti israeliane, secondo le quali le forze libanesi sarebbero sottoposte ad addestramento e a verifiche da parte di Washington.
Onu: "In Libano cessate il fuoco sembra reggere in gran parte"
Il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah nel Libano meridionale sembra "in gran parte reggere" ma i caschi blu continuano a rilevare "attività terrestri e aeree" dell'esercito israeliano.
Lo ha dichiarato il portavoce delle Nazioni Unite, Stephane Dujarric, secondo il quale la Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) ha osservato ieri un intenso fuoco di mitragliatrici israeliane prima che un carro armato israeliano sparasse tre colpi vicino a Biyyada.
Il personale delle Nazioni Unite ha anche osservato l'attività di droni militari israeliani, "apparentemente per monitorare i caschi blu dell'Unifil", ha aggiunto Dujarric.
Appena sabato scorso le forze Onu avevano contato "numerosi raid aerei e 451 episodi di fuoco" attribuiti all'esercito israeliano e "20 traiettorie" attribuite a Hezbollah. Dujarric ha affermato che le Nazioni Unite hanno esortato tutte le parti a "rispettare pienamente il cessate il fuoco e ad astenersi da qualsiasi escalation, soprattutto durante questo delicato periodo di negoziati in corso".
Seul: "Quattro navi sudcoreane hanno lasciato lo Stretto di Hormuz"
Quattro navi gestite da armatori sudcoreani hanno lasciato lo Stretto di Hormuz e sono dirette a destinazione: una in Corea del Sud e le altre in paesi terzi. Lo ha dichiarato il ministero degli Affari marittimi sudcoreano. Delle 26 imbarcazioni rimaste bloccate dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, 18 si trovano ancora nel Golfo, ha aggiunto. In precedenza, l'agenzia di stampa sudcoreana Yonhap aveva riferito che due navi, tra cui una superpetroliera diretta in Corea del Sud, avevano attraversato lo Stretto.
L'Onu avvia evacuazione di 11mila marinai bloccati a Hormuz
L'agenzia marittima delle Nazioni Unite ha avviato un'operazione per evacuare oltre 11mila marinai rimasti bloccati nello Stretto di Hormuz dopo che il Memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran ha posto fine alla guerra. Il canale, chiuso dall'Iran dalla fine di febbraio, aveva lasciato le imbarcazioni bloccate per mesi.
Wall Street: future misti dopo seduta negativa di ieri
Dopo la seduta negativa di ieri, i future di Wall Street viaggiano misti: i contratti sul Dow Jones cedono lo 0,04% mentre quelli sullo S&P 500 avanzano dello 0,32% e sul Nasdaq dello 0,47%.
Gli indici statunitensi hanno ieri registrato un calo a causa dei timori relativi all'aumento della spesa per l'intelligenza artificiale finanziata col debito e delle speculazioni secondo cui la Federal Reserve potrebbe adottare una posizione più restrittiva. E infatti i rendimenti dei titoli del Tesoro sono scesi poiché gli investitori cercano la sicurezza del debito pubblico.
Libano, Qatar: "Da Israele reazione eccessiva a scambi fuoco"
Israele reagisce "in modo eccessivo agli scambi di fuoco invece di lavorare per la de-escalation" in Libano. Lo ha affermato il premier del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, in un'intervista al Financial Times, aggiungendo che c'è un meccanismo in atto per prevenire un'escalation nel Paese dei Cedri che include la verifica del cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah.
Rubio (Segretario Stato Usa): "Se Iran decidesse di essere un Paese, avrebbe grandi opportunità"
Se l'Iran decidesse "di voler essere un Paese, anziché un movimento rivoluzionario", potrebbe avere grandi opportunità economiche. Lo ha dichiarato ai cronisti, riporta Al Jazeera, il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, atterrato ad Abu Dhabi, prima tappa della sua tournée diplomatica tra gli alleati del Golfo, con i quali discuterà del memorandum d'intesa con la Repubblica Islamica.
Grossi (direttore Aiea): "Ispezioni nei siti iraniani nucleari ci saranno"
Il direttore dell'agenzia nucleare delle Nazioni Unite, Rafael Mariano Grossi, ha affermato che i siti iraniani per l'arricchimento dell'uranio saranno visitati dai suoi ispettori, un elemento chiave dell'accordo temporaneo tra gli Stati Uniti e l'Iran volto a porre fine alla guerra. "Che ciò avvenga dopodomani, tra una settimana o tra dieci giorni è importante, ma non essenziale. Accadrà", ha affermato.
Media: "Casa Bianca vuole cambio strategia. Basta Iran, concentrarsi su economia"
Abbandonare l'Iran e concentrarsi sull'economia e sui temi di politica interna che stanno a cuore agli americani. La Casa Bianca vuole cambiare la narrativa in vista delle elezioni di metà mandato, un compito non facile viste le informazioni contrastanti sull'accordo con l'Iran e le tensioni in Libano. Secondo quanto riportato da Politico, il piano della Casa Bianca è riportare l'attenzione sui successi economici del presidente così da stemperare i timori sull'inflazione. Nelle prossime settimane, Trump viaggerà per il paese tornando a fare comizi e rivendicando il taglio delle tasse e la volata di Wall Street.
Petrolio, prezzi in calo ai minimi da quattro mesi: Brent e Wti perdono lo 0,7%
Prezzi del petrolio in calo, attestandosi vicino ai minimi degli ultimi quattro mesi sulla scia delle indiscrezioni secondo cui altre petroliere bloccate nel Golfo sarebbero pronte a lasciare lo Stretto di Hormuz. Il Brent cede lo 0,74% a 76,51 dollari al barile mentre i future sul WTI perdono lo 0,72% a 72,68 dollari. Secondo gli analisti persiste un elemento di forte volatilità dovuta alle valutazioni eccessive nel settore dell'intelligenza artificiale e alle prospettive dei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran.
Trump critica il Senato: "Voto sull'Iran inopportuno e insignificante"
Un voto "inopportuno e privo di significato". Trump critica aspramente il Senato a maggioranza repubblicana che ha votato ieri contro il tycoon. "Quindi, ho l'Iran alle corde, pronto a crollare… e il Senato degli Stati Uniti decide di tenere una votazione inopportuna e insignificante sul War Powers Act", ha scritto Trump sul suo social Truth. Con 50 voti a favore e 48 contrari, i senatori hanno approvato una risoluzione che limita i poteri di guerra del presidente in Iran e chiede la fine del conflitto a meno che non ci sia l'autorizzazione del Congresso. Pur essendo simbolico, il voto rappresenta una rottura con il presidente.

Libano, terminato primo giorno del quinto round di colloqui con Israele a Washington
La prima giornata del quinto round di colloqui diretti tra Israele e Libano si è conclusa ieri, martedì 23 giugno, a Washington dopo oltre otto ore di lavoro. Lo riferisce il Times of Israel. Non è stata rilasciata alcuna dichiarazione congiunta.
Una fonte a conoscenza dei fatti afferma che una nota sarà probabilmente rilasciata giovedì prossimo, al termine della nuova tornata negoziale. L'incontro ha affrontato sia questioni politiche che di sicurezza. I colloqui riprenderanno oggi al Pentagono e si concentreranno solo sulle questioni di sicurezza, prima di tornare al Dipartimento di Stato per una sessione incentrata sugli aspetti politici.
Secondo quanto riportato dalla testata israeliana, gli Stati Uniti sperano che i negoziati di questa settimana portino Israele ad accettare un ritiro parziale da alcuni territori del Libano meridionale, dove le truppe israeliane verrebbero sostituite dall'esercito libanese, in quello che viene definito un "programma pilota".
La pressione statunitense per un ritiro israeliano si inserisce nel contesto degli sforzi di Washington per consolidare il memorandum d'intesa firmato con l'Iran la scorsa settimana, che prevede la fine delle operazioni militari in Libano.
Il memorandum ha fatto infuriare Israele, che non è parte dell'accordo e ha sempre sostenuto che l'Iran non dovrebbe avere voce in capitolo su ciò che accade in Libano, sottolinea ancora il Times of Israel.
I due conflitti sono infatti ora parte dello stesso percorso negoziale, dato che l'Iran considera condizione irrinunciabile per l'accordo la fine degli attacchi israeliani in Libano. Dal 2 marzo, quando sono riprese le ostilitaà con Hezbollah, i raid di Tel Aviv hanno causato oltre 4 mila morti nel Paese dei cedri.
Senato Usa contro Trump, approvata risoluzione per lo stop alla guerra in Iran
Il Senato a maggioranza repubblicana vota contro Donald Trump. Con 50 voti a favore e 48 contrari, i senatori hanno approvato una risoluzione che limita i poteri di guerra del presidente in Iran e chiede la fine del conflitto a meno che non ci sia l'autorizzazione del Congresso. Pur essendo simbolico, il voto rappresenta una rottura con il presidente. Quattro repubblicani hanno votato con i democratici, e un solo democratico, John Fetterman, si è opposto a limitare i poteri di Trump.
Iran, colloqui Usa-Israele: le ultime notizie in diretta del 24 giugno
Gli aggiornamenti sui colloqui tra Iran e Usa: le ultime notizie di oggi, mercoledì 24 giugno, in tempo reale. Il Senato a maggioranza repubblicana ha espresso un voto contro Donald Trump.
Con 50 voti a favore e 48 contrari, i senatori hanno approvato una risoluzione che limita i poteri di guerra del presidente in Iran e chiede la fine del conflitto a meno che non ci sia l'autorizzazione del Congresso. Pur essendo simbolico, il voto rappresenta una rottura con il presidente.
Un voto "inopportuno e privo di significato", è stata la reazione del presidente. "Quindi, ho l'Iran alle corde, pronto a crollare… e il Senato degli Stati Uniti decide di tenere una votazione inopportuna e insignificante sul War Powers Act", ha scritto sul suo social Truth.
Intanto, proseguono gli sforzi diplomatici sia tra Teheran e Washington, sia tra Israele e Libano. Ieri, martedì 23 giugno, si è conclusa a Washington la prima giornata del quinto round di colloqui diretti tra Tel Aviv e Beirut dopo oltre otto ore di lavoro.
Il direttore dell'agenzia nucleare delle Nazioni Unite, Rafael Mariano Grossi, ha affermato che i siti iraniani per l'arricchimento dell'uranio saranno visitati dai suoi ispettori.
Ispezioni che sarebbero un elemento chiave dell'accordo temporaneo tra gli Stati Uniti e l'Iran volto a porre fine alla guerra. "Che ciò avvenga dopodomani, tra una settimana o tra dieci giorni è importante, ma non essenziale. Accadrà", ha affermato.
E il Qatar, a proposito del processo negoziale, fa sapere che si opporrà a qualsiasi piano iraniano di imporre tariffe nello Stretto di Hormuz. "Questo è contrario al protocollo internazionale. Per un Paese come il Qatar, è il nostro unico corridoio marittimo", ha affermato il premier di Doha, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, in un'intervista al Financial Times.