Il volo della Ethiopian Airlines che si è schiantato uccidendo 157 persone domenica scorsa in Etiopia aveva una velocità elevata subito dopo il decollo e prima che l'aereo segnalasse problemi alla torre di controllo e chiedesse il permesso di prendere quota rapidamente. A riferirlo a Reuters è una fonte anonima che ha ascoltato la registrazione del controllo del traffico aereo. Dalla cabina di pilotaggio del Boeing 737 Max 8 qualcuno aveva chiesto di salire a 14000 piedi (4200 metri) sul livello del mare – circa 6400 piedi sopra l'aeroporto – prima di chiedere urgentemente di poter atterrare. L'aereo è poi scomparso dal radar quando era a 10800 piedi, subito dopo aver iniziato la manovra per tornare verso l’aeroporto. Secondo la fonte, il pilota “ha detto che aveva un problema nel controllare l'aereo, ecco perché voleva salire”. La voce del pilota, a quanto emerso, sembrava nervosa.

Boeing aggiornerà il software del 737 max – Gli inquirenti etiopi, coadiuvati da un team internazionale, stanno lavorando anche per capire se ci siano delle analogie tra l'incidente di Addis Abeba e quello avvenuto lo scorso ottobre in Indonesia, sempre con un Boeing 737 Max 8. Secondo il New York Times, alcuni reperti trovati dopo l’incidente aereo suggerirebbero delle similitudini. In quel caso, le indagini avevano evidenziato che il pilota aveva fatto il possibile per tentare di salvare l'aereo, ma il computer di bordo potrebbe aver impedito al comandante di riprendere il controllo. Dopo il disastro aereo in Etiopia, Boeing ha fatto sapere aggiornerà entro pochi giorni il software del suo 737 max 8. A scriverlo è l'Agence France Presse, citando fonti vicine all'azienda. Dopo lo schianto di una settimana fa prima la Cina, poi l'Europa, il Canada e infine gli Usa hanno ordinato a quella famiglia di aerei di restare a terra.