Proteste in Spagna dopo la bocciatura dei decreti Casa: “Siamo mezzo milione”. Rischio elezioni anticipate
In Spagna le tensioni restano altissime sul tema della casa e si sfogano in piazza: "Oltre cinquecentomila persone", secondo gli organizzatori, avrebbero manifestato in tutto il Paese, con cortei convocati in più di cinquanta città per chiedere lo sciopero generale. Solo a Madrid sarebbero 70mila. Gli eventi erano già in programma per oggi, sull'onda delle proteste degli ultimi giorni, ma sono diventati ancora più significativi sul piano politico dopo la bocciatura dei decreti Casa. I due decreti avrebbero dovuto, nelle intenzioni del governo Sanchez, mettere un freno alla crisi abitativa del Paese. Invece, in Parlamento, i catalani di Junts (insieme alle formazioni basche, galiziane e canarie) hanno lasciato la maggioranza e hanno votato con la destra, bocciando i testi. Tra le novità c'erano il blocco degli sfratti fino al 2030 e un limite più stretto agli aumenti di affitto.
Proteste in piazza contro la crisi abitativa: "Adesso sciopero generale"
La mobilitazione è partita attorno alle 12 di oggi. Come detto, le autorità stimano che a Madrid ci siano 70mila persone. La cifra data dagli organizzatori, ovvero il Sindacato delle inquiline (Sindicato de inquilinas), è significativa: circa mezzo milione di persone in tutto il Paese. A Valencia si sono verificati degli scontri tra alcuni manifestanti e gli agenti di polizia presenti sul posto, al termine della manifestazione. La folla è stata dispersa con lacrimogeni e proiettili di gomma sparati in aria, e un uomo è stato arrestato. I manifestanti avrebbero rimosso le barriere che erano state preparate attorno al Palau de les Arts, dove era in corso un forum sugli investimenti immobiliari, e avrebbero lanciato degli oggetti contro gli agenti all'ingresso.
Tra le richieste della piazza c'è lo "sciopero generale". Bloccare il Paese del tutto, per mettere la politica di fronte alle proprie responsabilità sul tema della casa. Per farlo, però, serve un coordinamento che coinvolga anche i grandi sindacati spagnoli. La portavoce del Sindicato de inquilinas, Valeria Racu, ha ribadito parlando alla piazza di Madrid che lo sciopero generale si farà, "presto", e che sarà organizzato "congiuntamente ai sindacati". Sarebbero in corso le trattative, anche se non c'è ancora una data in programma.
Soprattutto, ha detto Racu, lo sciopero si farà "indipendentemente da chi sia al governo", dato che "otto giorni di mobilitazione popolare hanno ottenuto molto più di otto anni di governo progressista". Il malcontento, insomma, sarebbe rivolto sia alle destre che hanno bocciato il provvedimento, sia al governo Sanchez, colpevole di non aver agito in modo abbastanza deciso.
Possibili elezioni anticipate, la destra è avanti ma il tema casa aiuta la sinistra
Capire la direzione di questo malcontento sarà importante, per il primo ministro spagnolo, perché ora che la sua maggioranza è andata sotto su un provvedimento così pesante si fanno insistenti le voci sulle elezioni anticipate. Il partito catalano Junts, dopo aver contribuito a bocciare i decreti, ha cercato di far rientrare la crisi politica chiedendo al governo al Partito socialista di rinegoziare un nuovo decreto sulla casa, concordato con tutte le forze della maggioranza. Ma non è detto che la strada sarà questa.
"La sinistra è assolutamente pronta" a eventuali elezioni anticipate, ha detto la vicepremier e ministra del Lavoro, Yolanda Diaz, fondatrice di Sumar. La decisione "spetta al presidente" del governo, quindi Sanchez. Diaz ha ricordato ai cittadini che il voto sui decreti Casa ha bloccato "il Parlamento, ma non la democrazia"; e ha incoraggiato le proteste, affermando che la destra "non vincerà, se la gente si mobilita" e che "nessun diritto cade dal cielo". Domani è convocato un vertice dei partiti affini a Sumar che potrebbe fare il punto in vista di un eventuale appuntamento con le urne.
Ad oggi, i sondaggi favorirebbero la destra, secondo l'elaborazione pubblicata da El Pais. Il Partito popolare, di centrodestra, prenderebbe il 33% dei voti. I Socialisti si fermerebbero al 26%. L'estrema destra di Vox raccoglierebbe ben il 18%, offrendo ai popolari l'occasione di formare una maggioranza di destra radicale. Le due forze di sinistra, Sumar e Podemos, si fermerebbero invece rispettivamente al 6% e al 3%. Resta da vedere, come detto, se la mobilitazione per la casa sposterà gli equilibri. Un altro sondaggio pubblicato dal quotidiano spagnolo, realizzato la settimana scorsa, mostra che il 67,5% degli spagnoli era favore al tetto sugli affitti, incluso un 55% degli elettori di destra, mentre fino al 75% era favorevole al rinvio degli sfratti per persone vulnerabili. Insomma, aver bocciato i decreti Casa potrebbe avere un prezzo elettorale. Ma non è chiaro se possa bastare a ribaltare il risultato atteso alle urne.