Rampa di nuova costruzione troppo ripida (Parma, via Baganza)
in foto: Rampa di nuova costruzione troppo ripida (Parma, via Baganza)

Non c’è spreco più grande del far le cose male, per poi doverle risistemare in un secondo momento perdendo così ulteriore tempo e soldi. Capita spesso, infatti, che certe amministrazioni realizzino dei lavori senza tener conto di tutti i cittadini, in primis quelli con disabilità: e così si è costretti a “rattoppare” l’errore, magari in modo grossolano, facendo più danni che mai.

Che poi, diciamoci la verità, ideare qualcosa “per tutti” non ha un costo tanto superiore rispetto al realizzarlo per qualcuno e basta. L’inclusione intelligente non è mai una spesa eccessiva, e qualora lo fosse resta comunque un investimento. Per farvi capire meglio cosa intendo, vi riporto due esempi che mi hanno segnalato proprio questo fine settimana, riguardanti due Comuni diversi: esempi di come basti un minimo di attenzione per migliorare la vita di tutti, senza sprechi pubblici.

Qui siamo a Parma, in via Baganza, dove quattro anni fa un alluvione ha costretto il Comune guidato dal sindaco Federico Pizzarotti, ad iniziare dei lavori di messa in sicurezza del greto dell'omonimo torrente Baganza e dei marciapiedi della zona. Peccato che, come potete vedere dalla foto, si siano dimenticati di rendere l'area accessibile a tutti: perché no, quella rampa così ripida non è di aiuto né ad un genitore che spinge un passeggino, né ad una persona che si sposta in bicicletta, né ad un ragazzo in carrozzina che vorrebbe girare per la città autonomamente. Un lavoro costato migliaia di euro che si sarebbe potuto pensare in modo realmente inclusivo… E non certo così.

La nuovissima pensilina di Procida, non accessibile ai disabili.
in foto: La nuovissima pensilina di Procida, non accessibile ai disabili.

L'altro esempio di cui vi parlavo, ancor più grave, è quello di Procida, il cui Sindaco Dino Ambrosino si è rimangiato un impegno preso con i disabili, promettendo abbattimenti delle barriere architettoniche mediante l'applicazione del PEBA (piano eliminazione barriere architettoniche).

Nel voler dare sempre di più alla nostra comunità, a volte dimentico che siamo un Ente in profonda difficoltà. La buona volontà si scontra con tremila vincoli, ristrettezze e carenze di cassa che ci danno una pena quotidiana.
Per questo esulto anche quando banalmente riusciamo finalmente a montare una pensilina per i bus.

Questo è quanto scritto dal Sindaco su Facebook il 15 Giugno, postando la foto di una pensilina nuova di zecca, installata peraltro in una zona perfettamente pianeggiante. Peccato però che la struttura in questione non sia accessibile ai disabili, e quindi una persona in carrozzina non potrebbe aspettare l'autobus comodamente al riparo dal sole o dalla pioggia come tutti gli altri. Questo perché, oltre a non avere l'apposito spazio al coperto per le carrozzine ai lati, non ha nemmeno una pavimentazione idonea né i "loges" (percorsi tattili per persone cieche).

Certo, qualcuno potrebbe dire "Sempre meglio che niente!". Ma dal momento che acquistare una pensilina "inclusiva" non avrebbe comportato un costo ulteriore (anzi, si sarebbe potuto beneficiare proprio di quei fondi statali garantiti ogni anno per diritto, riguardanti il PEBA ben conosciuto dal Sindaco stesso) perché non farlo? Perché non far le cose bene in prima battuta? Perché lanciare il sasso e poi nascondere la mano? Adesso, a parità di spesa, il Comune si ritroverà con un oggetto non utilizzabile per una fascia non meno dignitosa di cittadini.

Un esempio di pensilina per tutti, anche per le carrozzine.
in foto: Un esempio di pensilina per tutti, anche per le carrozzine.

Come potete vedere, le soluzioni esistono e si possono trovare: basta volerlo davvero. Basta pensare accendendo il cervello e ascoltando le persone, dal basso, anziché parlare esclusivamente di fondi e di risorse (che comunque, se usati in modo strategico, non vengono intaccati più del dovuto). E proprio perché le possibilità economiche non sono mai abbastanza, e sempre in diminuzione, abbiamo il dovere di garantire i servizi tenendo conto di tutti, a maggior ragione dal momento che la legge lo prevede e ci viene in aiuto.

Prevenire è sempre meglio che curare: non tiriamoci la zappa sui piedi da soli e impariamo dagli errori, quelli nostri e quelli degli altri, sapendo chiedere "scusa" al momento giusto ma anche rimboccandosi le maniche, non solo a belle parole ma soprattutto con i fatti. Basta poco, basta prima che sia troppo tardi.