Ricomincia la scuola. Come ogni anno. Un giorno che ormai, a causa della differenziazione regione per regione ha perso un po' di quell'aura simbolica, che rappresentava un po' il vero capodanno dei più giovani. Eppure non bisogna dimenticare che il diritto allo studio, che pur tra mille difficoltà e disparità oggi è garantito a tutti, non è sempre stato di carattere universale. Il primo giorno di scuola nel 1938, infatti, nel pieno del regime fascista, non tutti i bambini e ragazzi italiani poterono accedere ai banchi di scuola a causa della promulgazione delle leggi razziali che impedivano agli studenti ebrei di accedere agli istituti scolastici. Furono promulgate proprio tra settembre e ottobre 1938, pochi mesi dopo il giorno della vergogna, il 14 luglio 1938, quello in cui fu pubblicato il Manifesto della Razza. Da quel momento gli studenti ebrei furono espulsi dalla scuola italiana.

La programmazione di Rai Radio3

Per questa ragione domani 12 settembre Rai Radio 3 dedica a questo triste anniversario una programmazione speciale dal titolo "Primo giorno di (non) scuola – Le voci di chi, nel 1938, non è tornato a scuola". In tutti i programmi, infatti, andranno in onda le testimonianze di bambini ebrei che nel 1938 furono espulsi dalla scuola italiana.

L'emittente pubblica della cultura in Italia ha scelto il 12 settembre come data simbolica dell’inizio di quest’anno scolastico (che varia da regione a regione), giorno solitamente gioioso nel quale ritrovare gli amici e cominciare un nuovo percorso di studio e di crescita, per ricordare i tanti bambini e ragazzi che nel 1938 – in seguito alle prime applicazioni delle leggi razziali –  vissero quel giorno come l’inizio di un incubo. Non solo il 12, ma durante tutta la settimana (dal 10 al 16 settembre) le trasmissioni si dedicheranno ad approfondire le varie declinazioni delle leggi razziali di 80 anni fa.

Ricordo che eravamo a tavola e mio padre trovò il coraggio di dirmi: ‘Quest’anno non puoi più tornare a scuola, sei stata espulsa’. Espulsa, questa parola pesante, sappiamo cosa vuol dire. Si è espulsi quando si è fatto qualcosa di grave e io l’avevo fatta: ero nata ebrea, quella era la mia colpa, di essere nata, non di aver fatto qualcosa di male. Liliana Segre