Attentatore norvegese

"2083 Dichiarazione di indipendenza europea". E' questo il titolo del memoriale di 1500 pagine pubblicato sul web da Anders Behring Breivik, l'uomo ritenuto al momento l'unico responsabile dell'attentato di Oslo e dalla strage di Utoya. Il memoriale, che nel titolo ricorda un po' un film di fantascienza, vide la luce nel 2009: al suo interno Breivik si definisce un un cristiano conservatore, patriota e nazionalista, si distanzia dai neonazisti, che descrive come "emarginati, irascibili e razzisti skinhead" e si scaglia contro il multiculturalismo e l'immigrazione musulmana.

Ma non finisce qui. Nel documento, infatti, ci sono i dettagli della strage che ha in mente, oltre all'annuncio di voler passare alla storia come il più grande mostro dalla seconda guerra mondiale. Anders Behring Breivik parla poi dell' "l’uso del terrorismo come di un mezzo necessario per risvegliare le masse”, cosa che, per bocca dei suoi avvocati, ha ribadito anche dopo l'efferata strage. E ancora: istruzioni pratiche su come fabbricare ordigni esplosivi, riferimenti storici ai cavalieri Templari e citazioni dotte.

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Insomma nel memoriale/manifesto dell'attentatore c'erano senza dubbio degli elementi utili a capire che il soggetto era pericoloso. In queste ore, infatti, sono sotto accusa i servizi di intelligence norvegesi: lo stesso Breivik nel suo diario si stupisce di non essere oggetto di particolari attenzioni da parte delle autorità.

 

I POST SUL SITO DOCUMENT.NO- Nel giro di una anno, dal settembre 2009 all'ottobre 2010, Breivik ha lasciato parecchie tracce e scritto parecchi post su Document.no, sito norvegese critico su Islam e immigrazione. L'uomo aveva anche sostenuto l'idea di un Tea party europeo. Hans Rustad, redattore del sito web, ha dichiarato di aver letto spesso i post di Breivik: "Si vedeva che leggeva molto, ma anche che non avesse compreso appieno"- ha dichiarato Rustad. Il redattore ha poi aggiunto di non sospettare minimamente dei piani di Breivik "perché altre persone hanno gli stessi punti di vista sulla Rete ma non diventano assassini di massa".