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Dichiarazioni dei redditi 2025: la classifica dei contribuenti più affidabili e le categorie dove si evade di più

Un’analisi del Sole 24 Ore svela un’Italia autonoma spaccata in due: da un lato grandi professionisti con pagelle fiscali eccellenti, dall’altro categorie come ristoratori e tassisti con redditi dichiarati bassissimi e forti anomalie con il Fisco.
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Quanto sono trasparenti i lavoratori autonomi e le imprese italiane con il Fisco? A rispondere è un'approfondita mappa del rischio elaborata dal quotidiano Il Sole 24 Ore, che ha analizzato gli ultimi dati ufficiali del Ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef) relativi alle dichiarazioni dei redditi. Il quadro che ne emerge spacca l'Italia del lavoro in due tronconi netti. Da una parte ci sono i settori "promossi" dallo Stato, dove oltre il 60% dei contribuenti supera i controlli di coerenza fiscale; dall'altra si posizionano invece  i comparti storicamente più in affanno, dove i cittadini giudicati pienamente in regola superano a stento la soglia del 30%.

Sebbene a livello nazionale la fedeltà fiscale complessiva delle partite Iva sia in crescita (complici le nuove misure di intesa con lo Stato come il concordato preventivo biennale) le distanze tra le diverse professioni restano siderali. Per capire come si è arrivati a questa divisione, l'amministrazione finanziaria utilizza un vero e proprio sistema di votazione che premia la trasparenza e segnala le anomalie.

Che cosa sono gli Isa e come funziona la "pagella" fiscale

Per comprendere i dati analizzati è necessario partire dallo strumento utilizzato dallo Stato per valutare partite Iva e imprese: gli Isa (cioè gli Indici Sintetici di Affidabilità). Si tratta di veri e propri voti, espressi su una scala da 1 a 10, che misurano quanto i ricavi dichiarati siano coerenti e plausibili rispetto al settore di appartenenza. La soglia chiave è il punteggio 8: chi lo raggiunge o lo supera ottiene la "sufficienza" e viene considerato un contribuente affidabile, accedendo così a un regime di premialità e a minori controlli. Chi resta sotto questa asticella, invece, finisce inevitabilmente nella lista dei profili a maggior rischio di evasione.

Chi sale e chi scende: i promossi e i bocciati del 2025

I dati del Mef mostrano una grossa spaccatura tra le diverse categorie professionali:

  • I virtuosi ("Amici del Fisco"): in cima alla classifica dell'affidabilità ci sono i liberi professionisti. Medici, ingegneri, commercialisti, consulenti del lavoro e operatori della sanità registrano quote di promozione ampiamente superiori al 60%.
  • I settori in affanno: all'estremo opposto si posizionano le attività in cui l'emissione di scontrini e fatture risulta storicamente più sfuggente. Ristoratori, ambulanti, tassisti, autisti di Ncc (noleggio con conducente) e concessionarie auto fanno registrare le percentuali di sufficienza più basse, fermandosi spesso intorno al 30%.

Il paradosso dei redditi: il divario tra chi è "affidabile" e chi no

L'aspetto più macroscopico dell'analisi emerge dal confronto tra i guadagni medi dichiarati da chi ha un voto Isa alto (superiore a 8) e chi ha un voto basso (inferiore a 8). All'interno della stessa professione si aprono veri e propri baratri economici:

  • Commercialisti: chi è considerato pienamente affidabile dichiara in media 139.200 euro all'anno, mentre chi si posiziona sotto la sufficienza si ferma a 50.900 euro.
  • Dentisti: la categoria si spacca quasi a metà. Il 57,7% dei professionisti risulta in regola e dichiara una media di 105.400 euro annui, a fronte del restante 42,3% giudicato non affidabile che denuncia 42.700 euro.
  • Medici: i camici bianchi promossi dal Fisco viaggiano su una media annua di 102.800 euro, mentre i colleghi sotto la soglia dell'affidabilità dichiarano 37.700 euro.
  • Tassisti e NCC: per gli operatori del trasporto privato considerati virtuosi il reddito medio si attesta a 54.500 euro all'anno, mentre per chi ha un voto Isa insufficiente la media scende a 33.200 euro.
  • Ristoratori: è qui che si registra uno dei divari più impressionanti. I titolari con Isa pari o superiore a 8 dichiarano in media 65.400 euro all'anno; al contrario, chi non raggiunge la sufficienza fiscale dichiara appena 15.600 euro lordi annui (una cifra che equivale a circa 1.300 euro al mese prima delle tasse).

Come cambiano i consumi: la mappa dei settori in crescita e il calo del fatturato delle farmacie

L'analisi del Sole 24 Ore evidenzia poi che l'affidabilità fiscale non è statica, ma evolve insieme all'economia reale. Rispetto agli anni passati, si registrano balzi in avanti significativi per i negozi di alimentari (+16% di contribuenti promossi), seguiti da psicologi (+10%), geometri (+9,2%), architetti (+7,2%) e studi legali (+6,6%). Al contrario, la quota di contribuenti con voto superiore a 8 è in forte contrazione in altri settori. Il calo più vistoso colpisce le farmacie (-20,3%), un dato che i tecnici non leggono come un aumento dell'evasione, bensì come un fisiologico ritorno alla normalità (e una contrazione dei fatturati) dopo il boom di vendite legato agli anni della pandemia. Segni meno importanti si registrano anche tra i venditori ambulanti (-15,9%), gli agenti di commercio (-11,8%), le concessionarie auto (-9,5%) e i tabaccai (-6,3%). Più contenuti, ma comunque in flessione, i dati di bar, pasticcerie, negozi di arredamento e macellerie.

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