I sostenitori della legalizzazione della marijuana da anni hanno dalla loro parte anche il miliardario George Soros. Secondo quanto scrive il Daily Mail, l'imprenditore ha incanalato almeno 80 milioni di dollari a favore della legalizzazione dal 1994, ed è stato affiancato nei suoi sforzi da un ex dirigente assicurativo che ha apertamente ammesso di aver spesso fumato la droga leggera. Parte di quei soldi sono stati integrati infatti da Peter B. Lewis , il defunto presidente della Progressive Insurance Co., che ha speso circa 40 milioni di dollari per influenzare i dibattiti locali sul tema cannabis, secondo l'Organizzazione Nazionale per la Riforma delle Leggi sulla Marijuana. Soros e Lewis hanno preso parte ad ogni azione intenta alla legalizzazione della marijuana negli Stati Uniti, e anche per l'Uruguay, secondo quanto rivela il rapporto citato dal Daily Mail. Soros fa le sue donazioni attraverso la Drug Policy Alliance, un'organizzazione no-profit che finanzia con circa 4 milioni di dollari in contributi annuali. Il miliardario fa poi donazioni annuali alla American Civil Liberties Union , che a sua volta finanzia iniziative per la legalizzazione della marijuana, e ha fatto offerte  periodiche alla Marijuana Policy Project, che finanzia i provvedimenti elettorali statali.

Questioni logistiche – Nel suo libro “Soros on Soros: Staying Ahead of the Curve", l'imprenditore ungaro-americano ha scritto che la politica di criminalizzazione dell'uso di droga, piuttosto che trattare la questione come un problema medico, è così mal concepita che "la cura è spesso peggiore del male". Anche se Soros non ha delineato un'alternativa nel suo libro, ha scritto che alcune droghe meno dannose andrebbero legalizzate, così da reinvestire i soldi risparmiati dalla giustizia penale nel trattamento del problema. "Come molti genitori e nonni, sono preoccupato per i giovani che si mettono nei guai con la marijuana e altre droghe. La soluzione migliore, comunque, è una efficace preparazione sugli effetti delle droghe" scrive Soros in un articolo del 2010 sul Wall Street Journal. "Legalizzare la marijuana può rendere più facile per gli adulti l'acquisto della droga, ma difficilmente può renderla più accessibile ai giovani. Meglio investire in un'istruzione efficace piuttosto che in arresto inefficaci".