video suggerito
video suggerito
La morte di Alex Marangon

Alex Marangon, quasi tutti i partecipanti al rito sciamanico positivi all’ayahuasca, in sette anche alla cocaina

I risultati della perizia tossicologica sui capelli dei partecipanti al rito sciamanico in cui è morto Alex Marangon confermano un uso generalizzato della sostanza psicotica che secondo gli inquirenti sarebbe alla base della violenta crisi che avrebbe spinto il 25enne al lanciarsi dalla terrazza dell’Abbazia di Vidor.
A cura di Antonio Palma
0 CONDIVISIONI
Alex Marangon, 25 anni
Alex Marangon, 25 anni
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Sono risultati quasi tutti positivi all'ayahuasca i partecipanti al rito sciamanico al termine del quale perse la vita Alex Marangon, il 25enne deceduto durante il ritiro mistico all’abbazia di Vidor e trovato senza vita nel Piave dopo due giorni di ricerche, il 2 luglio del 2024. È quanto ha stabilito la perizia tossicologica che era stata disposta dalla Procura di Treviso attraverso l'analisi dei capelli di 17 partecipanti al rito, raccolti già nell'agosto 2024 dopo che le persone presenti al rito avevano consegnato spontaneamente dei campioni.

Il dato di 16 positività confermerebbe dunque il consumo generalizzato da parte dei presenti della sostanza con potenti effetti psicotici, così come ipotizzano gli inquirenti che hanno iscritto cinque persone nel registro degli indagati con l'accusa di morte dopo cessione di stupefacenti.

Secondo quanto riporta il Gazzettino, oltre alla positività al Dmt, il principio attivo, e alle beta-carboline che aumentano gli effetti visionari dell'ayahuasca, ad altri sette partecipanti al rito di purificazione nell'abbazia in provincia di Treviso è stata riscontrata anche la positività alla cocaina. Anche questo dato potrebbe avvalorare ulteriormente l'ipotesi accusatoria nei confronti degli organizzatori dell'evento e dei due curanderos colombiani che avrebbero somministrato l'ayahuasca ai partecipanti: Andrea Zuin, con la compagna Tatiana Marchetto, la moglie del proprietario dell'abbazia, Alexa Da Secco, e i due "curanderos" Jhonni Benavides e Sebastian Castillo.

Secondo la procura Trevigiana, infatti, durante quella Festa del Sol de Putamayo, tenutasi nei giorni del 29 e del 30 giugno 2024, ai partecipanti sarebbe stata somministrata l'ayahuasca, una sostanza vietata in Italia, che avrebbe indotto in Alex Marangon una violente crisi psicotica che lo avrebbe spinto a lanciarsi dalla terrazza dell'Abbazia che si affaccia sul fiume. Gli esami tossicologici sul corpo del giovane del resto avevano già evidenziato sia la presenza di cocaina che di ayahuasca nel sangue.

Dopo il lancio nel vuoto, il venticinquenne veneziano di Marcon sarebbe precipitato da un'altezza di circa 15 metri impattando sulle rocce sottostanti e perdendo la vita. I traumi inizialmente attribuiti ad un pestaggio, infatti, in seguito furono ritenuti compatibili con la caduta in quel punto roccioso. Il corpo infine sarebbe stato poi trasportato dalla corrente otto chilometri più a valle dove venne rinvenuto due giorni dopo la notizia di scomparsa.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views