yara gambirasio con le sue compagne di atletica

Si attende la svolta dal 26 novembre scorso, giorno della scomparsa di Yara Gambirasio, ma purtroppo di lei ancora nessuna notizia. Come se fosse sparita nel nulla, anche se in realtà non è ipotizzabile che sia stato proprio il buio ad inghiottirla. Chissà chi si nasconde dietro la sua sparizione, chissà gli inquirenti quanto ancora sono lontani dalla verità, chissà se è ancora viva…

In questi tre mesi è stato detto e scritto di tutto, le attenzioni dei media su Brembate Sopra non si sono mai completamente sopite: dalla pista satanica al sequestro, passando poi per l'arresto di un marocchino considerato inizialmente responsabile della scomparsa di Yara. Ma Mohamed Fikri è stato scarcerato dopo qualche giorno, appena chiarita la sua posizione in merito a tutta la vicenda.

Si è insistito per giorni sulle dichiarazioni dei tre testimoni (Marina Abeni,  Mario Torracca, Enrico Tironi) e grande attenzione è stata rivolta anche al misterioso furgone bianco, che andrebbe in giro a molestare le adolescenti.

Tanto rumore per nulla, visto che da tutto questo non è emerso nessun indizio probante.

Nonostante le attenzioni si siano momentaneamente allontanate dal cantiere Mapello, le due lettere anonime, inviate la prima alla redazione de L'Eco di Bergamo e la seconda al Comandante provinciale dei Carabinieri, ridestano nuovamente l'interesse degli inquirenti su quel luogo.

Nella prima lettera anonima il cantiere è stato indicato come luogo del ritrovamento, ma non si è dato molto peso allo scritto forse per le modalità in cui è stato composto: le lettere, che compongono il messaggio, sono state tratte da chissà quali giornali e poi incollate su un cartoncino nero ripiegato.

La seconda, invece, è stata indirizzata al Comandante provinciale dei Carabinieri di Bergamo. Si tratta di un testo molto più lungo, circa 40 righe e poi diffuso per conoscenza ad alcune testate giornalistiche locali. L'autore di questa lettera anonima si definisce un soggetto a rischio perché arrestato dalla polizia, ma nonostante questo non sopporta gli schifosi che fanno male ai ragazzini e, di conseguenza, vuole dare il suo contributo per permettere agli inquirenti di trovare Yara. L'uomo da indicazioni riguardo il luogo del ritrovamento e, anche in questa lettera, si cita il cantiere Mapello, dove dovrebbero essere concentrate le ricerche. Il pregiudicato si spinge oltre, arrivando persino a fornire il suo contributo per la risoluzione di un altro giallo, quello Pietro Camedda, militare vercellese anche lui scomparso misteriosamente nell'estate dell'84.

Alla fine della lettera l'uomo scrive: "Non sono nè un pazzo nè un mitomane. Voglio solo darle una mano a far tornare a casa questa bambina. Anche se non mi credete cosa vi costa cercare?"

Quale sera, questa volta, la risposta ufficiale degli inquirenti?