E' di almeno cinque vittime il bilancio di una sparatoria avvenuta questa mattina poco prima delle 9, quando un uomo ha aperto il fuoco in una scuola elementare di Rancho Tehama, in un'area rurale della California del nord. La polizia ha precisato che il killer è stato a sua volta ucciso e che molti studenti sono rimasti feriti, subito soccorsi in elicottero negli ospedali dell'area. Non sono ancora stati divulgati i dettagli e neppure il movente che ha spinto l'aggressore a compiere la sparatoria, l'ennesima negli Stati Uniti. I testimoni nelle vicinanze della scuola hanno dichiarato di aver sentito fino a 100 colpi di pistola.

Sono almeno dieci gli studenti feriti: fra questi c'è anche un bambino di due anni al quale l'assassini ha sparato due volte, e un altro bambino raggiunto da un colpo alla gamba. Trasportato in ospedale con ferite da arma da fuoco anche un ragazzo di 30 anni.

Un testimone ha riferito a Fox News di aver riconosciuto il killer: si tratterebbe di un suo vicino di casa che innumerevoli volte nell'ultimo periodo aveva dato evidenti segni di squilibrio, innanzitutto esercitandosi fuori casa con pistole e fucili. "Sembrava impazzito e più di una volta ho temuto che avrebbe potuto compiere una strage".

Spetterà ora alle autorità indagare e tentare di comprendere le ragioni dell'ennesima sparatoria con un esito drammatico negli Stati Uniti, paese in cima alle classifiche mondiali per la quantità di armi possedute dai suoi cittadini. Episodi come quello di Rancho Tehama accadono in un numero 11 volte superiore rispetto a qualsiasi altra nazione sviluppata, come ha riportato uno studio pubblicato nel 2014 nel Journal of International Criminal Justice. Negli ultimi anni le sparatorie sono state oltre 1.500, molte delle quali con la presenza di vittime. In media negli USA ci sono 88 pistole ogni 100 abitanti: un dato impressionante anche se rapportato al secondo paese di tale classifica, lo Yemen, dove le armi sono invece 54 ogni 100 abitanti.