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Terremoto di magnitudo 7.8 nelle Filippine, diramata allerta tsunami: almeno 15 morti e oltre 200 feriti

Forte scossa di terremoto di magnitudo 7.8 in mare, al largo dell’isola meridionale: almeno 15 morti, oltre 200 feriti e crollo di numerosi edifici. Allerta tsunami in tutta la regione per onde anomale nel Pacifico.
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Una violentissima scossa di terremoto di magnitudo 7.8 si è scatenata nel sud delle Filippine, localizzata dall'US Geological Survey a circa dieci miglia dalla costa dell'isola di Mindanao. Il sisma si è verificato in mare, a circa 35 chilometri di profondità, e ha immediatamente fatto scattare il massimo livello di allerta in tutto il Pacifico, alimentando l'incubo di uno tsunami. A seguito della scossa principale ce ne sono state diverse altre di assestamento, anche di magnitudo superiore a 6.

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Il Pacific Tsunami Warning Center e l'istituto geofisico locale avevano inizialmente previsto ondate fino a tre metri di altezza, spingendo le autorità a ordinare l'evacuazione immediata verso l'interno e le zone più elevate delle coste filippine, un timore che ha esteso l'allarme rosso anche a Indonesia, Taiwan e Giappone.

Mentre la popolazione fuggiva verso l'entroterra, si sono iniziate a contare le prime vittime sulla terraferma, soprattutto a General Santos City. Un primo report ufficiale ha confermato la morte di 15 persone e il ferimento di oltre 200, rimasti intrappolati o colpiti dai pesanti crolli strutturali che hanno sventrato l'area urbana. Il sergente maggiore della polizia locale, Robert Dagon, ha confermato la gravità della situazione sul campo, spiegando che i soccorritori stanno scavando senza sosta tra le macerie dei numerosi palazzi residenziali collassati sotto l'urto della scossa.

Con il passare delle ore, la minaccia proveniente dal mare ha fortunatamente perso la forza iniziale che faceva temere il peggio. Lo tsunami si è effettivamente verificato, ma il suo impatto è stato più contenuto rispetto ai modelli previsionali: i monitoraggi hanno registrato picchi massimi inferiori al metro e 40 centimetri.

La progressiva riduzione dell'energia delle onde ha permesso la revoca dello stato di emergenza in tutto il quadrante asiatico. L'Agenzia di Meteorologia, Climatologia e Geofisica indonesiana ha dichiarato ufficialmente cessato l'allarme circa quattro ore e mezza dopo le prime evacuazioni nelle province settentrionali. Le rilevazioni indonesiane hanno infine confermato il passaggio di piccole onde in nove diverse località del Paese, con il livello più alto che ha toccato i 75 centimetri sull'isola di Sangihe.

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