Il naufragio al largo della Libia che è costato la vita ad almeno 117 persone continua a far discutere la politica e l'opinione pubblica italiana. Se il vicepresidente del Consiglio e ministro dell'Interno Matteo Salvini ha trovato il modo per attaccare comunque le ONG ed ha annunciato la conferma della "linea del rigore" del governo italiano, diversa è la posizione di altri esponenti della maggioranza di governo e delle istituzioni. A generare dibattito è soprattutto il Presidente della Camera Roberto Fico, che sui social network ha commentato con parole forti l'ennesima strage di migranti nel Mediterraneo. "Dolore, rabbia e tristezza", ha scritto l'esponente del Movimento 5 Stelle, aggiungendo: "Salvare vite umane è quello che fa una società sana. Se non ci riusciamo è un terribile fallimento per tutti noi".

Una posizione in parte condivisa dalla Presidente del Senato Elisabetta Casellati, che si dice preoccupata del fatto che il Mediterraneo "non diventi una fossa comune" e aggiunge: "Non possiamo rassegnarci ad accettare la morte di tanti poveri innocenti. Il Mediterraneo deve essere un mare di pace".

Ancora più dure, come prevedibile, sono le parole di Leoluca Orlando e Luigi de Magistris, sindaci in prima linea per l'accoglienza e contro il decreto sicurezza e immigrazione che porta la firma del ministro dell'Interno Matteo Salvini. Il primo cittadino di Palermo parla senza mezzi termini di "genocidio" e a Salvini dice: "Si farà un secondo processo di Norimberga e lui non potrà dire che non lo sapeva". Quello di Napoli, aggiunge: "Salvini e il suo governo attaccano le ong nel Mediterraneo perché salvano vite umane e sono testimoni della loro disumanità e dei crimini contro l'umanità che si stanno consumando. Noi non siamo né indifferenti né complici e faremo di tutto per salvare la vita a sorelle e fratelli".