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Vacanze di Pasqua negli Emirati Arabi e a Dubai: è sicuro viaggiare con la guerra in corso?

La crisi in Medio Oriente sta avendo ripercussioni su travel e traffico aereo. La Farnesina sconsiglia di raggiungere alcuni Paesi del Golfo perché poco sicuri.
A cura di Giusy Dente
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Le tensioni esplose in Medio Oriente si stanno riversando a livello internazionale sul settore trasporti. Il traffico aereo sta risentendo molto dell'aggravarsi della situazione politica nei Paesi del Golfo, col susseguirsi delle operazioni militari di questi giorni. Voli cancellati, spazio aereo chiuso: è un clima instabile, che potrebbe peggiorare ulteriormente, anche in termini di aumenti sul costo del carburante. Non si può certo sottovalutare il fatto che provenga proprio dalle zone coinvolte nel conflitto la parte più consistente dei rifornimenti che giungono in Europa. Questo quadro complesso sta generando una certa preoccupazione in coloro che devono spostarsi, per lavoro o per svago. Il problema non riguarda solo chi viaggia verso il Medio Oriente, ma anche chi deve usare quegli aeroporti come scalo per poi dirigersi verso altre destinazioni. È questo il caso dei voli diretti soprattutto verso Asia e Oceania (Sri Lanka, Australia, Maldive, India, Thailandia, Malesia): sono voli intercontinentali che fanno scalo proprio a Dubai, Doha o Abu Dhabi.

È sicuro viaggiare a Pasqua nei Paesi del Golfo?

Manca meno di un mese alle festività pasquali, occasione che molti potrebbero aver interpretato come perfetta per un viaggio fuori dai confini nazionali, prima che scoppiasse la guerra. È sicuro spostarsi? Come bisogna muoversi? In questi casi, il punto di riferimento principale per rimanere informati è il portale Viaggiare Sicuri messo a disposizione direttamente dalla Farnesina: raccoglie gratuitamente le informazioni sulla sicurezza, la sanità, le politiche di accesso di 222 Paesi e territori nel mondo, con focus sulle aree di crisi. È utile utilizzare il servizio o consultare la app/il sito prima della partenza proprio per sapere se è pericoloso recarsi in quel determinato posto e eventualmente valutare un rinvio del viaggio o un cambio di itinerario, qualora per morivi di sicurezza la partenza o la permanenza fossero rischiosi. Un consiglio che viene sempre dato, è quello di registrare la presenza nel Paese attraverso il sito "Dove Siamo Nel Mondo", per una più facile geolocalizzazione. Ad oggi, per esempio, l'indicazione generale principale è una: si sconsiglia di recarsi nelle zone vicine al confine con l'Iran, sede del conflitto.

Dove la Farnesina sconsiglia di andare

I viaggi in Iraq Federale e nella Regione Autonoma del Kurdistan sono sconsigliati a qualunque titolo. È altamente sconsigliato recarsi nel territorio della Repubblica Autonoma del Nakhchivan. Al centro dell'attenzione anche i viaggi programmati in Oman che vanno valutati attentamente, con richiesta di massima prudenza se si transita nelle zone di Duqm, Sohar, Musandam e del Dhofar. Anche i viaggi in Afghanistan sono sconsigliati a qualsiasi titolo. Con lo scoppio della guerra con l'Iran, le autorità israeliane hanno dichiarato lo stato di emergenza su tutto il territorio israeliano. Lo spazio aereo è tecnicamente aperto, ma con forti limitazioni. La situazione di sicurezza di Israele e territori palestinesi è definita imprevedibile e si raccomanda massima attenzione, perché il rischio di attentati terroristici rimane elevato. Le aree assolutamente sconsigliate sono il confine con il Libano, il Golan settentrionale, il confine con la Striscia di Gaza. La Farnesina invita arinviare i viaggi non necessari in Cisgiordania. Passando agli Emirati Arabi Uniti, finché dura il conflitto la Farnesina consiglia di posticipare i viaggi per turismo. Dopo la chiusura parziale dello spazio aereo del mese scorso, ora nel Paese si registra una limitata operatività di voli civili.

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