Non è solo una tua impressione, i gelati confezionati sono davvero più piccoli: è l’effetto shrinkflation

A volte il nostro sesto senso non sbaglia, specialmente quando si tratta di cibo. Se infatti negli ultimi anni i gelati confezionati ci sono sembrati più piccoli, è perché effettivamente lo sono. E mentre la loro dimensione diminuisce, i prezzi salgono: è l'effetto shrinkflation. Si tratta di una pratica usata durante i periodi di forte inflazione in cui le aziende riducono le dimensioni o la quantità di un determinato prodotto aumentando il suo costo effettivo. In altre parole, è una tattica di mercato. Da tempo l'O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, tiene d'occhio la situazione e ha pubblicato un'ultima analisi in cui vengono messe in evidenzia le differenze di prezzo e di quantità rispetto al 2022. essere colpiti sono soprattuto prodotti a largo consumo, per cui la confezione resta sempre la stessa, ma il peso netto diminuisce. E i gelati confezionati sono tra i primi.
Perché oggi i gelati confezionati sono più piccoli
Secondo l'analisi effettuata da Federconsumatori, l'effetto shrinkflation dà il meglio di sé con i gelati confezionati. Il gelato su stecco si è ridotto del 16,67% passando da 120 a 100 ml, mentre il prezzo è aumentato del 14%. Anche per il gelato in cono e ghiacciolo le porzioni sono diminuite: per il primo dell'8% (quindi da 125 a 115 ml), per il secondo dell'8.5% (da 70 a 64 ml). Se però il primo ha visto anche un aumento del prezzo del 15%, passando da 2,00 euro nel 2022 a 2,30 nel 2026, il costo del secondo è rimasto invariato, 0,90 centesimi.
I prezzi dei gelati più famosi aumentano
Antonella Borrometi, alimentarista di Altroconsumo, ha mostrato alla Stampa il netto aumento dei prezzi dei gelati più venduti. Ad esempio, il Magnum Classic nel 2002 costava 1,20 euro per 86 grammi, oggi invece costa 3 euro ma i grammi sono solo 75. Il Cornetto Classic costava 0,90 centesimi nel 2001, oggi 2,50 euro, mentre un Maxibon è passato da 102 grammi a 96. Non sono pochi gli esempi di gelati confezionati che sono passati da porzioni di circa 85-90 grammi a 70 grammi, segnando un'importante riduzione delle porzioni. A ingannare i consumatori sono soprattutto le confezioni, che sembrano sempre le stesse e sono pensate per non far notare la differenza nel peso, e il fatto che le persone tendono a memorizzare il prezzo ma raramente controllano l'effettiva grammatura.
Verso una nuova legge per tutelare i consumatori
Esiste però una legge anti-shrinkflation che è stata approvata nel 2024, ma la cui entrata in vigore è slittata ripetutamente. La legge sulla concorrenza prevede l'obbligo di trasparenza: i produttori devono indicare chiaramente sull'etichetta la riduzione di peso del prodotto in questione, per rendere più facile al consumatore osservare dei cambiamenti. L'obbligo sarebbe dovuto scattare ad aprile 2025, ma è stato posticipato ad ottobre 2025 e in seguito a luglio 2026.