Nella classifica dei 10 piatti più amati dagli italiani la Carbonara vince su vongole e amatriciana

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La Carbonara conquista il primo posto come pasta preferita dagli italiani, secondo una recente indagine condotta da Astraricerche, che selezionato le dieci migliori: seguono sul podio gli spaghetti con le vongole e l’amatriciana.

La pasta è profondamente radicata nella cultura italiana, è un vero e proprio pilastro identitario, simbolo di convivialità e di una tradizione che dura da secoli, che fonde diverse percorsi regionali. Con un consumo medio annuo di 23 chili per persona, la pasta è uno degli elementi centrali della dieta mediterranea ed è inoltre caratterizzata da vari formati. Ma, tra questi, qual è il migliore? In occasione del Carbonara Day che sarà il 6 aprile, l'Unione Italian Food ha affidato ad Astraricerche il compito di scoprire quali siano i piatti di pasta preferiti dagli italiani. Hanno intervistato quindi 1004 persone di un età compresa tra i 18 e i 65 anni e sono state selezionate le dieci tipologie di pasta preferite: al primo posto risulta proprio la Carbonara, seguita dagli spaghetti alle vongole al secondo posto e da quella al ragù al terzo.

La classifica dei dieci formati di pasta più amati

La pasta preferita dagli italiani è la carbonara: questo formato occupa infatti il primo posto della classifica con una percentuale del 46% e sorprendentemente preferita in percentuali dai residenti delle regioni del nord. Al secondo posto gli spaghetti con vongole, con un indice di preferenza del 42,6%, il famoso piatto di origine campana è uno dei grandi classici della nostra cucina. Sempre sul podio, al terzo posto, si trova la pasta al ragù, con una percentuale del 42,5%. Il quarto posto è invece dell'Amatriciana con un indice del 29,4%, uno dei piatti già presenti nella lista di quelli più apprezzati all'estero sempre secondo Astraricerche; segue poi la più famosa e semplice, la pasta pomodoro e basilico, che conquista il quinto posto con il 29,3%. Al sesto (27,5%) e settimo posto (23,5%) ci sono rispettivamente la pasta al pesto e le orecchiette alle cime di rapa; la prima un grande classico ligure e recentemente descritta come un antibiotico naturale da Matteo Bassetti, mentre la seconda sono considerate un vero e proprio capolavoro della cucina pugliese. Infine, chiudono la classifica nelle ultime tre posizioni la cacio e pepe all'ottavo posto (21%), le pennette all'arrabbiata (chiamate così per il sapore intenso e piccante del peperoncino che fa diventare rossi) al nono (20%) e la pasta alla norma al decimo (18,3%).

La storia della pasta, valore culturale italiano

La storia della pasta è antichissima, addirittura millenaria. Se la lasagna è citata da Cicerone già nell'Antica Roma, furono gli Arabi a diffonderla durante il Medioevo, essendo la pasta secca essenziale per i lunghi viaggi in Sicilia. Dalla Sicilia, grazie ai commerci marittimi, dal XIII la pasta si diffuse ulteriormente, trovando in Sicilia e Liguria i primi grandi e principali centri di produzione. Attorno al 1500 divenne poi popolare a Napoli, grazie allo sviluppo di macchine per la trafila e all'abbinamento col pomodoro e, infine, all'epoca dell'industrializzazione (XIX secolo) divenne definitivamente un alimento di massa, simbolo della dieta mediterranea così come lo conosciamo oggi.

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