I 5 migliori ristoranti del mondo secondo Francesco Panella

Francesco Panella è ristoratore e volto noto della televisione italiana, conosciuto soprattutto per il programma Little Big Italy, in cui racconta la cucina italiana nel mondo. Negli anni ha viaggiato in oltre 70 città e 40 Paesi, entrando in contatto con culture gastronomiche profondamente diverse tra loro. A Fanpage ha raccontato quali sono, secondo la sua esperienza diretta, i cinque migliori ristoranti in cui sia mai stato: Central a Lima, Sushi Saito a Tokyo, Asador Etxebarri nei Paesi Baschi, Frantzén a Stoccolma e Sorn a Bangkok. Cinque luoghi lontani tra loro, ma accomunati da una ricerca estrema sul prodotto, da una cura maniacale del dettaglio e da un’idea di cucina come esperienza totale. "Non si sceglie un piatto, ma un percorso", sottolinea Panella, spiegando come dietro ogni proposta ci sia un lavoro che può durare mesi, tra studio, stagionalità e artigianalità. In questo panorama globale, Panella individua anche una direzione futura sempre più orientata all’Asia, con una cucina più leggera e precisa, destinata a guidare l’evoluzione gastronomica nei prossimi anni.
Central, Perù
Central, a Lima, è per Panella una vera e propria esperienza immersiva più che un semplice ristorante. Guidato dallo chef Virgilio Martinez, il locale costruisce il suo menù degustazione come un percorso attraverso gli ecosistemi del Perù, dagli abissi marini fino alle altitudini delle Ande. "Parlare di un piatto è impossibile", racconta Panella, spiegando come ciò che colpisce sia il concetto stesso di stratificazione terrestre trasformato in cucina. Il menù, che si articola in tre degustazioni rispettivamente da 170, 920 e 340 euro, è pensato come una narrazione sensoriale in cui ogni portata racconta un’altitudine, un microclima, una biodiversità: mangiare qui diventa esperienza culturale.

Sushi Saito, Tokyo
A Tokyo, Sushi Saito rappresenta per Panella l’essenza della perfezione giapponese. Il ristorante, tra i più esclusivi al mondo, è celebre per il suo banco sushi e per l’attenzione assoluta alla qualità del pesce e alla tecnica. Panella spiega come anche a livello estetico e di design rappresenti l’assoluta perfezione: è un ambiente in cui nulla è lasciato al caso. Il menù omakase, che parte a cena dai 240 euro, segue la stagionalità e la disponibilità del giorno, con una sequenza di nigiri che esaltano la purezza del prodotto.
Asador Etxebarri, Paesi Baschi
Nei Paesi Baschi, Asador Etxebarri è il regno della griglia e del fuoco, guidato dallo chef Victor Arguinzoniz. Panella lo inserisce tra le divinità della sua classifica, associandolo proprio all’elemento del fuoco. Il ristorante propone una cucina apparentemente semplice ma estremamente tecnica, in cui ogni ingrediente, dalla carne al pesce fino alle verdure, viene lavorato attraverso diverse tipologie di brace. I menù degustazione, intorno ai 300 euro, sono un’esplorazione delle possibilità del fuoco, capace di esaltare aromi e consistenze senza coprirli.
Frantzén, Stoccolma
A Stoccolma, Frantzén rappresenta un’altra forma di eccellenza, più contemporanea e concettuale. Il ristorante, tre stelle Michelin, combina influenze nordiche e tecniche internazionali come quelle giapponesi in un ambiente elegante e studiato nei minimi dettagli. Il menù degustazione, che supera i 500 euro, è costruito come un percorso articolato tra sapori intensi e presentazioni raffinate, come la tartelletta con tartare di scampi, chawanmushi con granchio reale e ikura e il toast alla francese con wagyu. Anche qui il design gioca un ruolo fondamentale, contribuendo a creare un’esperienza coerente in ogni elemento: il ristorante si sviluppa su 521 metri quadrati suddivisi in tre livelli, offrendo ambienti distinti per soli 23 ospiti, garantendo così anche massima esclusività.

Sorn, Bangkok
A Bangkok, Sorn è per Panella uno dei ristoranti che stanno guidando il continente asiatico. Specializzato nella cucina del sud della Thailandia, propone un menù degustazione che racconta ingredienti, tradizioni e tecniche locali con grande precisione. Il costo, intorno ai 200 euro, riflette un’esperienza di altissimo livello, in cui la leggerezza e la complessità della cucina asiatica emergono con forza. Panella sottolinea come proprio l’Asia, grazie a una grande disponibilità di risorse umane e a una straordinaria capacità organizzativa, stia raggiungendo livelli di eccellenza impressionanti. "Lavorano con una precisione e una maniacalità impressionanti", osserva, indicando in questa direzione uno dei possibili futuri della gastronomia mondiale.
