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Foto e cellulari vietati nelle riserve naturali indiane: la sentenza per preservare la fauna selvatica

In India è stato introdotto il divieto di scattare foto e di usare lo smartphone nelle riserve naturali, l’obiettivo? Salvaguardare la salute e il benessere della fauna selvatica.
A cura di Valeria Paglionico
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Fare un viaggio in una riserva naturale, organizzare un safari nella savana oppure un tour in un bioparco sono ormai delle esperienze super richieste dai turisti internazionali. L'obiettivo è entrare in contatto diretto con la natura e con gli animali selvatici, ammirandoli da una posizione davvero privilegiata. Sebbene immortalare una tigre o un leone in primissimo piano, magari nel momento in cui emergono dal sottobosco, sia il sogno di tutti, presto non sarà più possibile farlo, il motivo? Diverse riserve naturali hanno introdotto il divieto di scattare selfie e di utilizzare lo smartphone.

Il provvedimento per limitare l'invadenza dei turisti

La Corte Suprema indiana a novembre 2025 ha emesso una sentenza per vietare l'utilizzo dei cellulari nelle principali riserve naturali del paese. Essendo diventati luoghi turistici, contano ogni giorno centinaia di visitatori e tutti sognano di realizzare scatti e selfie a prova di like sullo sfondo dei meravigliosi animali del luogo. Sia i dispositivi che il comportamento di chi li utilizza, però, sono stati ritenuti troppo pericolosi per la fauna selvatica. Lo scorso febbraio, ad esempio, divenne virale un video in cui una tigre del Parco Nazionale di Ranthambore, in Rajasthan, si ritrovò letteralmente in trappola mentre era circondata da turisti urlanti e decine di veicoli da safari. Il provvedimento, dunque, punta a limitare un problema sempre più evidente: limitare l'invadenza dei turisti, che non vogliono più solo vivere l'esperienza ma anche documentarla sui social minuto per minuto.

Le nuove regole per entrare in una riserva naturale indiana

Dopo l'approvazione della sentenza, in India per fare un safari o per entrare in una riserva naturale bisogna riporre il proprio telefono in un contenitore all'ingresso oppure metterlo in modalità silenziosa e tenerlo chiuso in borsa. Usarlo è assolutamente vietato. Come se non bastasse, sono stati introdotti il divieto dei safari notturni e il limite di sviluppo nelle aree limitrofi alle riserve naturali. L'India ospita oltre 3.600 tigri del Bengala selvatiche, pari a circa il 75% di quelle presenti in tutto il mondo: il provvedimento governativo intende favorire il turismo sostenibile, preservando la salute e il benessere degli animali, soprattutto dopo che negli ultimi anni i visitatori si sono comportati in modo irrispettoso, dando prova di non avere la consapevolezza di quanto possano rivelarsi selvaggi e istintivi. Ora gli operatori turistici hanno a disposizione dai tre ai sei mesi per attuare le misure, progettando esperienze diurne ben gestite che non si focalizzano solo ed esclusivamente sull'avvistamento delle tigri.

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