Dove è stato girato Il Mio Nome è Carlo: un ritratto della Milano in cui è cresciuto Carlo Acutis
Oggi, domenica 27 settembre, in prima serata su anale 5, il film "Il Mio Nome è Carlo". L'opera, diretta da Giacomo Campiotti, ripercorrerà le tappe della Vita di San Carlo Acutis, giovane milanese spentosi all'età di 15 anni nel 2006 e canonizzato nel 2025 da Papa Leone XIV. Samuele Carrino, Nicolò Caruz Jaramillo ed Edoardo Vitalone interpreteranno Carlo Acutis nelle varie fasi della sua vita, in una storia che ne racconterà l'infanzia e l'adolescenza, mostrando come la fede sia sbocciata gradualmente dentro di lui e come ciò abbia trasformato le persone che lo circondavano. Il film è stato girato nei luoghi di Milano che hanno scandito la vita di un ragazzino come tutti gli altri e quelli che hanno contribuito a fare crescere in lui una sensibilità spirituale decisamente fuori dal comune per la sua età.
I luoghi di Carlo Acutis a Milano
Tra i luoghi milanesi in cui il film segue i passi di Carlo c'è innanzi tutto l'Istituto delle Marcelline, luogo in cui Acutis frequentò le scuole elementari e medie, dove viene ricordato come un ragazzo vivace, allegro e he non era certo esente dal combinare qualche guaio. Costruito nel 1906, l'istituto della Congregazione delle Suore Marcelline è andato incontro a svariate trasformazioni nel corso dei decenni. Durante la Prima Guerra Mondiale, parte di esso fu adibita a ospedale militare e negli anni successivi diversi tra i più rinomati architetti ne realizzarono gli ampliamenti. Nel 1950, ad esempio, fu Paolo Mezzanotte a optare per l'iconica facciata di mattoni rossi che ancora oggi caratterizza l'edificio.
Nel film compare anche l'Istituto Leone XIII, dove Carlo Acutis frequentò il liceo classico. L'edificio originale era stato costruito nel 1893 in Corso Porta Nuova, in occasione del giubileo episcopale di Papa Leone XIII, ma fu distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale, quando fu colpito durante un bombardamento il 10 settembre 1944. L'Istituto fu ricostruito nel 195o in quella che è ancora oggi la sua sede in Via Leone XIII, dopo che i Padri Gesuiti che lo presiedono furono ospitati per 5 anni dalle Orsoline in via Parini.
Chiesa di Santa Maria Segreta, il luogo della fede
Uno dei luoghi cardine nell'avvicinamento di Carlo Acutis alla fede è la chiesa parrocchiale di Sanata Maria Segreta. La storia di questo edificio, situato in Piazza Tommaseo a Milano, è abbastanza particolare. Nel 1911, infatti, in questa zona nacque un quartiere in stile liberty che doveva accogliere le famiglie della borghesia milanese e, dato che la parrocchia fu trasferita proprio lì, negli anni si susseguirono una serie di chiese provvisorie, fino ad arrivare a quella attuale nel 1924. La sua grande facciata monumentale voleva adeguarsi ai nuovi palazzi circostanti, dimostrando che lo sviluppo del mondo religioso andasse di pari passo con quello civile. Al suo intern, la chiesa custodisce opere d'arte uniche, tra cui un busto marmoreo della Madonna con bambino e "L'Incoronazione della Vergine", una pala d'altare del pittore campano Pietro Befulco. Quest'ultima era stata commissionata all'artista nel 1492 ed era destinata a una chiesa di Napoli, ma ancora oggi il mistero aleggia su come sia arrivata fino a Milano.
Non solo Milano, Assisi rifugio metaforico per Carlo
Il film non si limita a ritrarre la Milano vissuta da Carlo Acutis, ma in alcune delle sue scene ci mostra anche Assisi. Una scelta autoriale ben precisa, dal momento che la città umbra non è solo il luogo verso il quale la fede di Carlo era attratta naturalmente, ma anche un simbolo molto efficace per rappresentare il forte legame che il giovane aveva con la figura di San Francesco. Le spoglie di entrambi, infatti, si trovano proprio ad Assisi: quelle di Carlo Acutis sono esposte nella Chiesa di santa Maria Maggiore, che prende anche il nome di Santuario della Spogliazione, mentre quelle di San Francesco si trovano nella cripta della Basilica Inferiore di San Francesco.