Dove è stato girato I casi di Teresa battaglia – Figlia della Cenere: il Friuli resta ma lascia le montagne

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Elena Sofia Ricci nei panni di Teresa Battaglia
Questa sera debutterà su Rai 1 “I Casi di Teresa Battaglia – Figlia della Cenere”, terza stagione della serie con Elena Sofia Ricci. Il Friuli rimane l’ambientazione principale, ma ci si lasciano alle spalle i fittizi paesi di montagna per calarsi nel contesto della città.

Oggi, lunedì 12 ottobre, andrà in onda in prima serata su Rai 1 la prima puntata de "I Casi di Teresa Battaglia – Figlia della Cenere". Si tratta della terza stagione della serie Rai che vede Elena Sofia Ricci nei panni dell'astuta Commissaria dalla Squadra Mobile di Udine. Il capitolo in arrivo, così come i precedenti "Fiori Sopra l'Inferno" e "Ninfa Dormiente", è tratto dai libri della scrittrice friulana Ilaria Tuti. Proprio il Friuli Venezia-Giulia costituisce il fulcro delle ambientazioni dell'intera serie. Se nelle prime due stagioni, però, i borghi alpini della regione erano usati per costruire la fittizia città di Travenì e dintorni, in Figlia della Cenere si può dire che l'ambientazione inizi a recitare nel ruolo di se stessa. Così come Teresa Battaglia deve scavare a fondo nel suo passato, le location scendono dalle montagne e si spostano tra Udine, Aquileia e Cividale del Friuli.

Udine, la città come luogo di intrecci

L'ambiente ampio e vivo della città prende il posto dei piccoli paesi di montagna, e da l'opportunità di approfondire i legami tra i personaggi, in una stagione che, molto più delle precedenti, mette a nudo la sfera privata dei suoi protagonisti. Tra i luoghi di Udine che compaiono più di frequente c'è Piazza Libertà. Qui sorge la Torre dell'Orologio, un'icona della città. Fu progettata da Giovanni da Udine e terminata nel 1532. Degli inserti in pietra viva ne decorano la facciata e i giri d'angolo e, qualche anno più tardi, furono aggiunti gli "uomini delle ore", due statue in legno rivestite in rame che allo scoccare dell'ora battono sulla campana in cima alla torre, facendola suonare. Sempre in Piazza Libertà si trova la Loggia del Lionello, un altro elemento ricorrente nell'ambientazione della serie. Costruita circa a metà del quattrocento per volontà del Comune, è un perfetto  esempio dello stile gotico veneziano. Tra il cinquecento e il seicento, dato che Udine non disponeva di un teatro, la sala al piano di sopra della Loggia fu attrezzata per ospitare spettacoli e rappresentazioni.

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Piazza Libertà a Udine, su cui si erge la Torre dell'Orologio

La Basilica di Aquileia, una location d'eccezione

Il vero fiore all'occhiello dell'ambientazione di questa terza stagione si trova ad Aquileia. Si tratta della Basilica Patriarcale di Santa Maria Assunta, la cui presenza ha emozionato la stessa Elena Sofia Ricci, che ne ha parlato con entusiasmo durante i giorni di presentazione della serie. Patrimonio Unesco dal 1998, la basilica che conosciamo oggi è il risultato di un infinito susseguirsi di edifici di culto che, nel corso della storia, sono sorti in questo punto. Le prime testimonianze risalgono addirittura al II secolo dopo Cristo.

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La Basilica Patriarcale di Santa Maria Assunta di Aquileia

Le modifiche apportate per volere dei vescovi, l'invasione degli Ungari e violenti terremoti nel 998 e nel 1348 sono solo una minima parte degli eventi alla base delle numerose trasformazioni dell'edificio. Gli scavi fatti all'inizio del novecento hanno fatto emergere i pavimenti di antiche aule perdute, decorati con mosaici datati attorno al IV secolo, la cui iconografia li rende riconducibili alla cultura gnostica.

Cividale del Friuli, un monumento alla storia antica della regione

Oltre al fiume Natisone, che la attraversa e compare più volte in Figlia della Cenere, Cividale del Friuli custodisce un enorme patrimonio di architettura dell'alto medioevo, che costituiscono un'enorme testimonianza della presenza longobarda sul territorio. Tra questi c'è il Tempietto Longobardo, la cui costruzione si colloca attorno all'VIII secolo, anche se non con certezza. È una cappella annessa al monastero benedettino femminile di Santa Maria in Valle ed è decorato con affreschi il cui stile è riconducibile ad artisti bizantini.

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Il fiume Natisone che attraversa Cividale del Friuli

Nel centro di Cividale del Friuli, poi, si trova un passaggio che conduce a una serie di cunicoli sotterranei. Si arriva dunque a una camera centrale, che si dirama in altri tre corridoi, le cui pareti custodiscono loculi e nicchie. Questo luogo oggi si chiama Ipogeo Celtico, ma la sua funzione originale è ancora avvolta dal mistero. Gli esperti non sanno se si trattasse effettivamente di un luogo funebre risalente all'epoca dei celti o se fosse un carcere longobardo o romano.

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